Tommaso Cocci Di Fratelli d’Italia sotto ricatto con lettere anonime e dossier a Prato

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Tommaso Cocci di Fratelli d’Italia minacciato con lettere anonime a Prato - Gaeta.it

Armando Proietti

30 Agosto 2025

La vicenda che coinvolge Tommaso Cocci, avvocato e capogruppo di Fratelli d’Italia a Prato, ha acceso l’attenzione mediatica e investigativa nel contesto politico locale toscano. Cocci, candidato alle Regionali 2025, ha denunciato l’invio di lettere anonime contenenti accuse gravi, foto intime e minacce di diffusione di immagini osè se non si fosse dimesso dalle sue cariche. Questi messaggi hanno raggiunto anche altri esponenti locali di FdI, scatenando un’indagine della Digos e sollevando questioni legate a dinamiche di potere interne al partito.

Le accuse e le minacce nelle lettere anonime a Tommaso Cocci

All’inizio del 2025, Tommaso Cocci ha ricevuto due plichi anonimi in cui veniva accusato di partecipare a orge e usare sostanze stupefacenti, oltre a essere associato alla massoneria. Gli anonimi inserivano anche minacce chiare rivolte allo stesso Cocci, invitandolo a lasciare le sue cariche all’interno del partito, pena la diffusione di foto a contenuto sessuale. Le immagini incriminate, secondo quanto dichiarato dallo stesso Cocci, sono autentiche, frutto di una sua scelte personali che definisce una “sciocchezza”. Pur ammettendo tale verità, l’avvocato e politico ha scelto di non cedere al ricatto. L’episodio richiama l’attenzione su metodi intimidatori che includono la diffusione di materiale privato per influenzare la carriera politica di una persona.

Le lettere contenevano anche riferimenti all’appartenenza di Cocci alla massoneria, punto su cui l’interessato ha confermato l’affiliazione, precisando però di essersi posto in stato di inattività all’interno della loggia, ricoprendo in passato il ruolo di segretario. Questi elementi sono stati usati come arma contro di lui, alimentando sospetti e polemiche nel contesto locale. La vicenda riporta al centro questioni di riservatezza e pressione su figure pubbliche, in particolare a livello regionale.

Coinvolgimento di altri esponenti di fratelli d’Italia a Prato nelle lettere anonime

Non solo Cocci ha ricevuto prove di questa campagna di intimidazione: le stesse lettere anonime sono state recapitate anche a Claudio Belgiorno e Cosimo Zecchi, altri due esponenti locali di Fratelli d’Italia a Prato. Belgiorno ha dichiarato di aver subito inoltrato le missive alle direzioni del partito per le azioni del caso. Questo gesto mostra una reazione istituzionale nell’ambito del partito, mirata a contrastare l’uso di mezzi illeciti per condizionare la situazione politica locale.

La diffusione di documenti anonimi, contenenti ricatti e dossier, sembra indicare una strategia rivolta a destabilizzare diversi nomi di rilievo di FdI nella zona. L’obiettivo è farli uscire dalle posizioni di potere a livello locale, in vista delle elezioni Regionali di Toscana, che vedono Cocci come candidato di punta. La risposta formale del partito porta alla luce un’attenzione verso la tutela degli iscritti e la denuncia dei metodi di pressione attraverso la polizia giudiziaria.

Il legame di Tommaso Cocci con la Massoneria e le implicazioni politiche

Tra le accuse contenute nelle lettere spicca il riferimento al legame di Cocci con la massoneria, realtà riconosciuta dallo stesso. L’avvocato ha spiegato di essere stato segretario di una loggia, ma di aver interrotto la sua attività, mettendosi in “sonno” pur restando formalmente affiliato. Questo particolare ha aumentato la discussione riguardo alle influenze e ai rapporti fra politica e massoneria in Italia, specie nelle realtà locali come Prato.

L’inserimento dell’appartenenza massonica nelle lettere anonime indica una volontà di sollevare ulteriori sospetti e attacchi all’immagine politica di Cocci, sfruttando un tema che in Italia genera ancora molte polemiche. Il fatto che una figura politica emergente come Cocci affronti questi attacchi porta a interrogarsi sulle tensioni interne a Fratelli d’Italia e sulla fragilità dei profili pubblici rispetto a strategie di ricatto. Il contesto toscano assume così una nuova dimensione, con un candidato che deve fare i conti con dossier personali e pressioni anonime, mentre si avvicinano le elezioni Regionali.