Brandizzo, due anni dopo la strage ferroviaria: tensioni e controlli durante la commemorazione

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Commemorazione a Brandizzo tra tensioni e controlli dopo la strage ferroviaria. - Gaeta.it

Marco Mintillo

30 Agosto 2025

Il 30 agosto 2025 Brandizzo, in provincia di Torino, ha ricordato il secondo anniversario della tragedia ferroviaria del 2023, quando cinque operai persero la vita. Una giornata carica di emozioni che però non è stata priva di momenti di protesta e scontri con le forze dell’ordine. Il ricordo ha acceso di nuovo i riflettori sulla sicurezza delle linee ferroviarie italiane, mentre l’indagine giudiziaria più recente ha messo in luce ritardi e responsabilità ancora da chiarire.

Ricordo e inaugurazione del Giardino Del Ricordo

Quel 30 agosto a Brandizzo si sono raccolti autorità locali, sindacati, cittadini e familiari per commemorare Kevin Laganà, Giuseppe Aversa, Giuseppe Sorvillo, Micheal Zanera e Saverio Giuseppe Lombardo, i cinque operai travolti da un treno sulla linea Milano-Torino due anni fa.

Durante la cerimonia è stato inaugurato il “Giardino del Ricordo”, un’area verde dove sono stati piantati cinque alberi, uno per ciascuna vittima. Un gesto simbolico per mantenere viva la memoria e ricordare anche le condizioni di lavoro che hanno portato a quell’incidente.

L’evento ha attirato molta attenzione, rilanciando le richieste di maggior tutela per chi lavora sulle infrastrutture ferroviarie.

Proteste e controlli fuori dalla cerimonia

Prima dell’inizio della commemorazione, un gruppo di lavoratori e rappresentanti sindacali ha organizzato un presidio per contestare le modalità di manutenzione adottate da Rete Ferroviaria Italiana . Denunciano procedure insufficienti a garantire la sicurezza di chi lavora sui binari.

Durante il presidio, i carabinieri hanno chiesto ai manifestanti di esibire i documenti. La richiesta ha scatenato proteste immediate: i presenti hanno gridato “vergogna” per esprimere il loro dissenso. Un video girato sul posto mostra bene la tensione: i manifestanti hanno chiesto alle forze dell’ordine di rispettare il carattere commemorativo della giornata, ma la risposta non ha fatto che aumentare lo scontro.

Il controllo documenti è diventato così un episodio emblematico delle difficoltà nel gestire le tensioni legate a un evento così doloroso.

Come è avvenuta la tragedia e cosa dice l’inchiesta

Nella notte tra il 30 agosto e il 31 agosto 2023, intorno alle 23:30, cinque operai stavano lavorando sui binari di Brandizzo, sulla linea tra Milano e Torino. Un treno proveniente da Alessandria e diretto a Torino li ha travolti viaggiando a circa 160 km/h.

Il convoglio ha trascinato i lavoratori per centinaia di metri prima di fermarsi. Sono morti Kevin Laganà, 22 anni, Giuseppe Aversa, 49, Giuseppe Sorvillo, 43, Micheal Zanera, 34, e Saverio Giuseppe Lombardo, 52.

Le indagini, guidate dalla Procura di Ivrea, si sono chiuse a luglio 2025 con 24 indagati: 21 persone e 3 società, tra cui RFI. Le accuse principali sono di omicidio colposo, escludendo la volontarietà del reato.

L’esito dell’inchiesta ha provocato reazioni forti da parte dei sindacati e delle famiglie, che chiedono di approfondire le responsabilità e di adottare misure concrete per evitare che tragedie simili si ripetano.

La voce dei familiari: “Non ci fermeremo”

Al presidio commemorativo è intervenuto Massimo Laganà, padre di Kevin, uno dei cinque operai morti. Ha voluto ribadire l’importanza di non lasciar cadere nel dimenticatoio questa vicenda, che non va considerata un semplice incidente.

Massimo ha ricordato come poche ore prima della tragedia Kevin avesse registrato un video in cui denunciava alcune criticità nelle condizioni di lavoro. Quel video è poi stato diffuso sui social, attirando l’attenzione sulla sicurezza delle ferrovie.

“Noi non ci fermeremo mai”, ha detto il padre, sottolineando che il numero degli indagati dimostra che dietro a questa tragedia ci sono problemi profondi. Ha lasciato intendere che le indagini potrebbero portare a scoperte ancora più gravi e annunciato nuovi sviluppi.

La presenza dei familiari ha dato ancora più peso alla commemorazione, trasformandola in un momento di denuncia e di attesa di verità e di interventi concreti per evitare che simili drammi si ripetano.