Una ragazza di 16 anni, madre da poco più di cinque mesi, si trova in difficoltà nel continuare gli studi al liceo a Piacenza. Dopo aver usufruito delle lezioni a distanza durante la gravidanza, ora chiede di poter proseguire con la Dad per seguire le lezioni senza allontanarsi dal figlio. La scuola, però, non ha ancora fornito una risposta definitiva sulla sua richiesta.
La richiesta della giovane madre per la didattica a distanza dopo il parto
Questa studentessa ha scritto una lettera al quotidiano locale Libertà per denunciare la sua situazione. Ha spiegato che durante la gravidanza, a rischio, aveva ottenuto l’accesso alla Dad dal mese di novembre, potendo seguire la didattica senza recarsi a scuola fisicamente. Nonostante ciò, ora l’istituto le avrebbe fatto sapere che continuare a studiare da remoto sarebbe contrario al regolamento interno. La ragazza ha messo in chiaro di voler continuare gli studi senza rinunciare alla cura del figlio e alla presenza della sua famiglia. La giovane madre aveva concluso l’anno scolastico precedente con una media dell’8,5 e ha mantenuto l’impegno fino al parto: ha partorito di domenica e all’ospedale era già collegata in Dad il martedì successivo.
Nella sua lettera esprime una preoccupazione concreta: “per frequentare le lezioni in presenza dovrebbe lasciare il bambino in comunità oppure iscriverlo a un asilo privato con costi molto elevati, superiori a mille euro al mese”. Questo rappresenta un ostacolo significativo, considerando la giovane età e la situazione familiare.
La posizione e i prossimi passi del Liceo Gioia Di Piacenza
La dirigente del liceo Gioia, Cristina Capra, ha dichiarato che al momento non è stata presa alcuna decisione definitiva in merito alla richiesta della studentessa. La situazione resta ancora aperta e in fase di valutazione. Nei prossimi giorni è previsto un incontro con i servizi sociali che già seguono il caso. L’obiettivo di questo confronto sarà trovare una soluzione che possa conciliare il diritto allo studio della giovane madre con le esigenze del suo bambino. Questa collaborazione tra istituto e servizi sociali testimonia la volontà di affrontare la situazione senza decisioni affrettate, ma con un’attenzione al benessere di entrambe le persone coinvolte.
Il ruolo della dad e delle istituzioni nel sostegno alle studentesse madri
La Dad è diventata uno strumento importante per garantire la continuità educativa in casi particolari. Durante la pandemia ha mostrato la sua utilità soprattutto per studenti con condizioni che impediscono la presenza in aula. In questo caso specifico, la sospensione della Dad rischia di compromettere il percorso scolastico di una madre molto giovane. In Italia la legislazione ha previsto alcune forme di tutela per studentesse in gravidanza o con figli piccoli, ma la loro applicazione pratica genera difficoltà.
Le normative interne agli istituti a volte limitano le possibilità di accesso alle lezioni a distanza, come dimostra la vicenda di Piacenza. A livello nazionale, le autorità stanno ancora valutando come garantire in modo più chiaro e stabile il diritto dell’educazione a queste studentesse. Inoltre, il coinvolgimento dei servizi sociali in questo caso evidenzia quanto sia necessario un approccio coordinato tra scuola e supporto sociale per trovare soluzioni personalizzate.
L’incarico dei servizi sociali è fondamentale per valutare soluzioni come l’accesso a strutture di supporto o a servizi per la cura dei bambini. I costi elevati degli asili privati o la difficoltà di accesso a realtà pubbliche infatti rappresentano un ostacolo per molte giovani madri. Molte realtà italiane stanno sviluppando progetti dedicati alle studentesse madri, con l’obiettivo di favorire la conciliazione tra istruzione e genitorialità.
In questo contesto, la vicenda di Piacenza riflette problemi più ampi che coinvolgono la preparazione del sistema educativo e sociale a supportare situazioni delicate come quella di una madre adolescente che vuole continuare a studiare senza staccarsi dal suo bambino. Si attende dunque il risultato del confronto fra istituto e servizi sociali, che potrebbe indicare un modello da seguire per casi simili in altre realtà.