Scoperto il boomerang più antico d’europa: risale a oltre 42.000 anni fa ed è stato ritrovato in polonia

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In una grotta polacca è stato scoperto il boomerang più antico d'Europa, risalente a circa 40.000 anni fa, realizzato da una zanna di mammut. Questo ritrovamento rivoluziona la comprensione delle capacità tecniche e cognitive dei primi Homo sapiens in Europa centrale. - Gaeta.it

Sofia Greco

26 Giugno 2025

In una grotta polacca, chiamata oblazowa, è stato trovato il boomerang più antico mai rinvenuto in Europa e forse al mondo. Il reperto, realizzato da una zanna di mammut e lungo 70 centimetri, risale a un periodo compreso tra 42.290 e 39.280 anni fa. Questo straordinario oggetto racconta molto sulle capacità tecniche e cognitive degli uomini di quelle epoche e getta nuova luce sulle prime popolazioni di Homo sapiens nel continente europeo.

Dettagli e caratteristiche del boomerang di oblazowa

Il boomerang ritrovato nella grotta di oblazowa si distingue per molte ragioni. È scolpito da una zanna di mammut, materiale che richiedeva tecniche avanzate di lavorazione. La sua forma, molto simile ad alcuni esemplari di boomerang trovati in australia, suggerisce un design molto preciso e funzionale. È lungo quasi 70 centimetri, dimensioni notevoli per un oggetto di quel tipo e per l’epoca in cui è stato realizzato.

La scelta del materiale e la sua lavorazione indicano un alto livello di abilità pratica. La zanna di mammut non è facile da modellare, richiedeva tempo e conoscenze specifiche sulla resistenza e la flessibilità del materiale. Non si tratta quindi di un semplice strumento, ma di un oggetto pensato con cura e destrezza, forse usato sia per la caccia sia come elemento simbolico o rituale.

Analizzandone la superficie, gli studiosi hanno trovato segni che indicano lavorazioni ripetute e rifiniture eleganti. Questi dettagli suggeriscono che il boomerang non fosse soltanto uno strumento, ma anche un oggetto con un significato più ampio per chi lo ha creato.

L’importanza della datazione e il contesto archeologico

Il ruolo chiave della ricerca è stato stabilire con precisione l’età del reperto. Grazie a metodi avanzati di radiocarbonio, si è potuto fissare la sua età tra 42.290 e 39.280 anni fa. Questa datazione è fondamentale per capire il contesto in cui è nato l’oggetto e per rivedere le conoscenze su quando Homo sapiens ha iniziato a vivere stabilmente in Europa centrale.

Prima di questa scoperta, si pensava che il boomerang fosse un’invenzione tipica dei popoli aborigeni dell’australia, dove gli oggetti simili a questo sono ben documentati dal passato remoto. Il ritrovamento in Polonia a una data così antica dimostra che strumenti simili potrebbero essersi sviluppati indipendentemente in aree molto distanti tra loro, o che forse vi furono contatti culturali molto antichi.

La grotta di oblazowa, dove è stato trovato questo boomerang, è un punto importante per l’archeologia europea. Grazie a questo reperto, il sito acquisisce un valore ancora maggiore, diventando una tappa centrale per la ricostruzione della vita, delle abilità e dei simboli dei primi sapiens che colonizzarono l’Europa centrale.

Il contributo delle ricerche interdisciplinari all’università di bologna

Lo studio che ha portato a questa scoperta è frutto di una collaborazione internazionale e multidisciplinare. A guidarla è stato il laboratorio di radiocarbonio Bravho dell’università di bologna, con il coinvolgimento anche dell’università jagellonica di cracovia e dell’istituto max planck per l’antropologia evolutiva di lipsia. L’abbinamento di competenze diverse ha permesso di affrontare il reperto da numerosi punti di vista, combinando tecnologia, chimica e antropologia.

Sahra Talamo, una delle ricercatrici principali, ha sottolineato come gli strumenti utilizzati siano tra i più avanzati oggi disponibili per datare e analizzare oggetti antichi. Le tecniche hanno rivelato non solo l’età precisa del boomerang, ma anche i livelli di sofisticazione delle tecniche impiegate per la sua realizzazione. La presenza di un oggetto così elaborato indica che gli uomini di quel tempo avevano già sviluppato un pensiero complesso, capace di progettare strumenti funzionali ma anche simbolici.

Questa scoperta rivoluziona la percezione che abbiamo delle prime popolazioni europee. L’Homo sapiens, arrivato nel continente migliaia di anni fa, era capace di produrre macchinari con una dimensione concettuale, non solo pratico. Gli studiosi ora guardano al boomerang di Polonia come a una testimonianza tangibile delle capacità cognitive degli uomini di quei tempi.

Cosa cambia per la storia dell’homo sapiens in europa

Prima di questa scoperta, la presenza dell’Homo sapiens in Europa centrale veniva spesso raccontata come una realtà meno sofisticata dal punto di vista tecnologico e simbolico. Con questo boomerang si apre una nuova prospettiva che mette in luce una cultura materiale più ricca e complessa.

Il ritrovamento suggerisce che tra 42.000 e 39.000 anni fa gli uomini possedevano conoscenze avanzate sulla lavorazione dei materiali durevoli come l’avorio di mammut. Sapevano ideare forme capaci di rispondere a condizioni specifiche, un segno di pianificazione e di visione del mondo maturi.

Inoltre, il boomerang dimostra che la diffusione di strumenti e idee potrebbe essere stata più ampia e meno concentrata in un’unica area geografica di quanto si pensasse. Anche nell’Europa centrale c’era una capacità creativa paragonabile a quella degli aborigeni australiani, con elementi simbolici e funzionali integrati nella quotidianità.

Gli archeologi continueranno a studiare il sito di oblazowa e oggetti simili, per approfondire come si è sviluppata la cultura di Homo sapiens in Europa e ricostruire meglio le tappe del suo arrivo e adattamento nel continente.


Questo boomerang scolpito nella zanna di mammut ha riscritto parte della storia dell’evoluzione tecnologica e culturale dell’uomo in Europa. La ricerca prosegue, aprendo nuove piste di studio sul simbolismo e la tecnica delle prime comunità umane.