Salvatore Raimondi scarcerato dopo vent’anni per il rapimento di Tommaso Onofri a Parma

Salvatore Raimondi Scarcerato

Salvatore Raimondi libero dopo vent'anni per il caso Onofri a Parma. - Gaeta.it

Marco Mintillo

30 Agosto 2025

Salvatore Raimondi ha lasciato il carcere nel 2025 dopo aver scontato una condanna di vent’anni per il rapimento di Tommaso Onofri, il bambino di 18 mesi scomparso a Parma nel 2006. Raimondi non è stato ritenuto responsabile della morte del piccolo, a differenza del suo complice Mario Alessi, condannato all’ergastolo. Il caso ha segnato profondamente la città e il sistema giudiziario italiano, con una vicenda che ha tenuto l’Italia con il fiato sospeso.

Salvatore Raimondi: fine della pena e rilascio dopo il rapimento del 2006

Salvatore Raimondi, coinvolto nel rapimento del piccolo Tommaso Onofri avvenuto il 2 marzo 2006 a Parma, ha concluso il periodo detentivo nel 2025. Raimondi è stato condannato a vent’anni di carcere in abbreviato per il sequestro del bambino, ma non è stato mai riconosciuto colpevole dell’omicidio. La decisione di rilasciarlo arriva dopo quasi due decenni dietro le sbarre, durante i quali Raimondi ha scontato totalmente la pena inflitta dal tribunale.

Il rapimento aveva scosso profondamente la comunità parmense, soprattutto per la giovane età della vittima. Raimondi era stato arrestato insieme al coimputato Mario Alessi e alla compagna di quest’ultimo, Antonella Conserva, la sera stessa in cui il corpo del piccolo è stato ritrovato, il primo aprile 2006. In carcere Raimondi è rimasto in isolamento giuridico rispetto alla responsabilità diretta nella morte del bambino, ruolo invece attribuito a Mario Alessi.

Mario Alessi: condanna all’ergastolo per sequestro e omicidio

Mario Alessi resta il fulcro del processo legato alla tragica morte di Tommaso Onofri. Il suo coinvolgimento nel rapimento e nell’omicidio ha portato a una condanna definitiva all’ergastolo, senza possibilità di revisione. La sentenza ha confermato la sua responsabilità durante tutti i gradi di giudizio, confermando la gravità dei fatti.

Alessi è stato indicato come il principale autore delle azioni che hanno portato alla morte del bambino e al sequestro che ha seguito la scomparsa. La sua posizione processuale è dunque completamente distinta da quella di Raimondi, che è stato ritenuto colpevole solo per il rapimento e non per la morte. Alessi resta in carcere con una pena massima, mentre Raimondi ha completato la propria.

Ruolo di Antonella Conserva e altre condanne nel caso Onofri

Antonella Conserva, compagna di Mario Alessi, ha partecipato al sequestro del bambino ed è stata condannata a 24 anni di carcere. La sua condanna è legata direttamente al rapimento, pena che sta attualmente scontando. Il caso Onofri ha coinvolto quindi tre persone, con responsabilità differenti.

La vicenda ha coinvolto numerosi processi e scandagliato ogni dettaglio, fino a ricostruire un quadro giudiziario preciso. Il coinvolgimento di Conserva rappresenta una parte importante, in quanto ha avuto un ruolo attivo nel rapimento, benché non implicata nell’omicidio. Il giudizio severo nei suoi confronti dimostra la fermezza con cui la giustizia ha trattato questo caso.

Impatto del caso Tommaso Onofri sulle indagini e la giustizia italiana

Il caso di Tommaso Onofri, sparito e trovato morto a soli diciotto mesi, ha lasciato un segno nella cronaca e nella giurisprudenza italiana. La vicenda ha attirato l’attenzione dei media nazionali e ha spinto le autorità a rivedere alcune strategie investigative sulle sparizioni di minori.

Le condanne inflitte, tra cui la lunga detenzione di Raimondi e la pena all’ergastolo per Alessi, segnalano un intervento deciso da parte dei giudici nei confronti di reati così gravi. Nel tempo, questo caso è diventato un riferimento importante per affrontare situazioni simili, soprattutto per quanto riguarda i tempi delle indagini e la severità delle pene. Parma e l’intero Paese hanno vissuto la chiusura di una fase giudiziaria molto difficile con l’uscita di Raimondi dal carcere, anche se la ferita per la morte del bambino resta aperta.