Nella notte tra il 26 e 27 aprile 2025, due automobili poste in corso Taranto, quartiere Regio Parco a Torino, sono state avvolte dalle fiamme intorno alle 4 del mattino. L’episodio ha svegliato i residenti e disegnato un quadro di forte allarme in una zona già segnata da episodi di violenza e degrado. I vigili del fuoco sono intervenuti in tempi rapidi, impedendo che il rogo si estendesse ad altre vetture o abitazioni. Resta però il mistero sull’origine del fuoco, che per molti potrebbe essere di natura dolosa, alimentando un clima di paura.
Il contesto sociale e le tensioni nel quartiere Regio Parco
Regio Parco è da tempo uno dei quartieri torinesi con una presenza stabile di episodi di cronaca legati a risse, atti vandalici e degradazione urbana. La sera prima dell’incendio, infatti, era stata segnalata una colluttazione violenta tra gruppi che abitualmente frequentano le strade tra corso Taranto e via Senigallia. I residenti descrivono ormai una situazione quotidiana dominata da rituali di aggressione e infrazioni all’ordine pubblico, che si traduce in un senso diffuso di insicurezza.
La morfologia del quartiere, con spazi aperti spesso non controllati, favorisce questo tipo di tensione. I cittadini sottolineano che i continui episodi, tra incendi dolosi e scontri, indicano una perdita di controllo che rischia di diventare irreversibile. Le testimonianze raccolte dalle finestre durante l’incendio parlano di bagliori imprevisti e rumori forti, mentre molte persone hanno subito collegato i fatti agli stessi gruppi coinvolti nella rissa del giorno precedente.
Le forze dell’ordine stanno monitorando la situazione, ma senza ancora riuscire a identificare responsabilità precise. La cronaca locale riporta frequenti episodi simili, confermando l’idea che la zona è diventata una vera “polveriera” pronta a esplodere al minimo segnale di tensione.
L’intervento dei vigili del fuoco e i rischi dell’incendio nel contesto urbano
L’episodio del rogo, anche grazie all’intervento tempestivo dei vigili del fuoco, si è risolto senza ulteriori danni a persone o abitazioni. L’incendio ha distrutto completamente due automobili parcheggiate in corso Taranto, ma avrebbe potuto provocare conseguenze molto più gravi se il fuoco si fosse propagato oltre.
In effetti, l’intensità dei danni lascia pensare a un incendio appiccato volontariamente, anche se le indagini sono ancora in corso. La rapidità con cui le fiamme si sono alzate ha svegliato molti abitanti, che hanno segnalato il fatto con urgenza. I vigili del fuoco hanno isolato l’area rapidamente, contenendo il danno e scongiurando un possibile intervento più complicato.
L’episodio mette in evidenza i rischi di una convivenza difficile all’interno del quartiere e le precarie condizioni di sicurezza. Lo stato delle strade e la presenza di gruppi che agiscono senza controllo alimentano situazioni pericolose. Il quartiere Regio Parco si conferma un’area critica dal punto di vista dell’ordine pubblico.
La reazione politica e le richieste di intervento sulla sicurezza urbana
A prendere posizione con forza è stata Verangela “Vera” Marino, capogruppo di Fratelli d’Italia in Circoscrizione 6 e figura attiva contro il degrado nelle periferie torinesi. La consigliera ha parlato chiaramente della situazione come un’emergenza a cui la politica dovrebbe rispondere con azioni concrete.
Marino ha definito il quartiere come “un far west”, mettendo sotto accusa l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Stefano Lo Russo, e in particolare le politiche del centrosinistra, accusate di ignorare il disagio dei residenti onesti e di tollerare complicità con i gruppi violenti. Ha esortato l’amministrazione a portare “i fragili” nelle proprie abitazioni se vogliono considerarli tali, sottolineando la difficoltà dei cittadini costretti a convivere con la criminalità.
Le sue dichiarazioni partono da una storia personale fatta di denunce continue e momenti di scontro anche fisico nelle strade del quartiere. Questo rende il suo appello ancora più netto e concreto. Dal municipio, fino a ora, non sono arrivate indicazioni di interventi immediati capaci di arginare la spirale di violenze e incendi dolosi che accompagnano da tempo Regio Parco.
Le conseguenze dell’incendio sulla vita dei residenti e l’attesa delle indagini
L’incendio delle due automobili ha alzato ulteriormente la tensione tra i residenti, che si trovano a fare i conti con una realtà difficile e instabile. Immagini di vetture carbonizzate sono un simbolo tangibile di un contesto che sfugge al controllo, dove ogni giorno porta nuove minacce alla sicurezza.
I cittadini chiedono risposte precise e azioni immediate, marcando il confine tra una convivenza civile e il rischio di un degrado totale. In attesa che le forze dell’ordine completino le indagini, resta una forte sensazione d’impotenza e di frustrazione, amplificata dalla mancanza di strategie politiche efficaci e dalla percezione di abbandono.
Il quadro delineato da queste settimane nel Regio Parco mostra una crisi sociale che coinvolge non solo chi vive in zona, ma l’intera città di Torino, alle prese con la gestione di aree urbane complicate. Il caso naturalmente trova spazio nei dibattiti sulla sicurezza pubblica, in attesa di provvedimenti che riportino calma e ordine sulle strade.