Riapertura del Parco Mascagna: polemiche e scetticismi tra i cittadini di Napoli

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Riapertura del Parco Mascagna: polemiche e scetticismi tra i cittadini di Napoli - Gaeta.it

Marco Mintillo

18 Gennaio 2025

Nel cuore del Vomero e dell’Arenella, il Parco comunale Mascagna ha vissuto oltre 500 giorni di abbandono e degrado, suscitando l’indignazione dei cittadini. Nonostante le promesse di riapertura fissate per il 25 gennaio, il clima di sfiducia persiste, alimentato dai ritardi e dalla gestione della situazione, che hanno spinto i residenti a chiedere azioni concrete.

Storia di un parco abbandonato

Il Parco Mascagna, un’area verde fondamentale per la comunità napoletana, è chiuso ormai da un periodo prolungato, causando disagi non solo per la mancanza di uno spazio di relax, ma anche per la perdita di un luogo di socialità. Questo polmone verde, molto apprezzato dai residenti, ha subito una serie di lavori che, inizialmente programmati per durare 100 giorni, si sono allungati senza una spiegazione adeguata. L’assenza di una comunicazione chiara da parte delle autorità ha aumentato il malcontento tra i cittadini, che si sentono privati della loro storia quotidiana.

La chiusura del parco ha avuto ripercussioni notevoli sulla vita della comunità. Famiglie, bambini e anziani, abituati a trascorrere il loro tempo nel verde, si trovano ora costretti a rinunciare a un elemento essenziale del tessuto sociale dell’area. L’attesa di un annuncio che garantisca tempi certi per la riapertura sta diventando una ferita aperta per i cittadini, i quali non vedono l’ora di riappropriarsi del loro spazio.

Le richieste dei cittadini e le polemiche politiche

Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, sta guidando una mobilitazione per far sentire la voce dei residenti. Con l’iniziativa di una petizione online, ha già raccolto oltre 800 firme. Con toni decisi, Capodanno ha esposto la sua preoccupazione: “È inaccettabile che un’intera comunità sia privata di uno spazio verde vitale per così tanto tempo.” La frustrazione è palpabile, poiché molti cittadini si sentono trascurati dalle istituzioni.

Il comitato chiede ora le dimissioni dell’assessore al verde, Vincenzo Santagada, additato come il principale responsabile del ritardo nella riapertura. Le sue decisioni e le dinamiche della gestione del progetto sono finite sotto scrutinio, con domande essenziali su come e perché la prima ditta appaltatrice abbia abbandonato i lavori e su come siano stati calcolati i costi per il completamento degli stessi.

Interventi richiesti e incertezze

Oltre alle critiche sugli aspetti gestionali, ci sono questioni più vaste che necessitano di chiarimenti. Si parla di ritardi nell’assegnazione di un nuovo appalto e della mancanza di informazioni dettagliate sulla progressione dei lavori. Questi interrogativi hanno portato Capodanno a richiedere un’indagine da parte della magistratura, sperando che un intervento esterno possa finalmente fare chiarezza su una situazione che continua a rimanere nebulosa.

La comunità attende risposte concrete e la ripresa dei lavori, desiderosa di riconquistare un luogo che non è solo un parco, ma un simbolo di identità e unità. Senza azioni decisive, la questione del Parco Mascagna potrebbe diventare un esempio di come la disattenzione pubblica può compromettere la qualità della vita e la coesione sociale di una comunità.