Processo per violenza sessuale di gruppo a Tempio Pausania: ultime udienze e possibili rinvii

Processo Per Violenza Sessuale

Udienze finali per il processo di violenza sessuale di gruppo a Tempio Pausania - Gaeta.it

Marco Mintillo

31 Agosto 2025

Il processo che vede sul banco degli imputati Ciro Grillo e tre amici per violenza sessuale di gruppo si avvicina alla fase conclusiva. Tre anni dopo l’inizio delle indagini e sei anni dopo la presunta violenza avvenuta nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2019 a Porto Cervo, le udienze stanno per chiudersi al Palazzo di giustizia di Tempio Pausania. Il caso ha suscitato un intenso dibattito pubblico e mediatico, data la notorietà di uno degli imputati, e ha portato il sistema giudiziario a confrontarsi con una vicenda delicata sotto il profilo del rispetto delle vittime e della ricerca della verità.

Le ultime udienze e le richieste del pubblico ministero

Dopo la sospensione dell’udienza prevista il primo settembre a causa della chiusura del tribunale per una festa patronale, il processo riprenderà martedì 2 settembre alle 10.30. In quell’occasione ci saranno le repliche del procuratore Gregorio Capasso, che ha già esposto la sua requisitoria chiedendo la condanna a nove anni di carcere per tutti e quattro gli imputati. La sua esposizione era durata quasi otto ore suddivise in due giorni, mettendo in evidenza l’accusa della violenza sessuale di gruppo avvenuta nella villetta della famiglia Grillo.

Capasso ha sottolineato come si tratti di un caso che coinvolge cinque giovani allora ventenni: due ragazze, vittime delle violenze, e quattro ragazzi che si trovano oggi a fronteggiare accuse pesanti. Ha riconosciuto l’applicazione delle attenuanti generiche, ma ha ribadito la gravità della vicenda. L’udienza di martedì vedrà anche gli interventi degli avvocati delle parti civili. Successivamente, quasi certamente mercoledì 3 settembre, sono attese le controrepliche del collegio difensivo.

Il tribunale, presieduto dal giudice Marco Contu, valuterà le ultime argomentazioni prima di decidere sui tempi della sentenza. Il verdetto, inizialmente previsto per mercoledì sera, potrebbe slittare alla mattina di giovedì 4 settembre a causa delle lungaggini procedurali. L’attesa sull’esito del processo resta alta, dato che la prima udienza tecnica risale a più di tre anni fa, il 16 marzo 2022.

Il contesto del processo e le accuse contro Ciro Grillo e i coimputati

Il procedimento si concentra su fatti risalenti alla notte tra il 16 e 17 luglio 2019, quando, secondo l’accusa, si sarebbe consumata una violenza sessuale di gruppo all’interno della villetta di proprietà della famiglia Grillo a Porto Cervo. La vittima principale è una studentessa italo-norvegese di 19 anni al tempo dei fatti, insieme a un’altra ragazza coetanea. I quattro imputati sono Ciro Grillo e i suoi amici genovesi Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia.

Il gruppo si è sempre dichiarato innocente, sostenendo che i rapporti siano stati consenzienti. La linea difensiva punta a dimostrare che non ci sono stati violenza o costrizioni da parte di nessuno dei ragazzi nei confronti delle due giovani. Gli avvocati hanno ribadito che nessuno ha usato la forza o mezzi coercitivi per ottenere rapporti sessuali, una posizione che sarà difesa con forza anche nelle controrepliche.

Il ruolo di Ciro Grillo ha attirato particolare attenzione mediatica, data la fama della sua famiglia. La vicenda ha infatti messo sotto i riflettori le dinamiche personali e sociali di chi è coinvolto, evidenziando come il sistema giudiziario affronti casi che coinvolgono soggetti appartenenti a contesti pubblici.

La tutela delle vittime e il ruolo delle parti civili nel dibattimento

La protezione delle vittime è stata al centro del processo che si è svolto principalmente a porte chiuse per salvaguardare la loro riservatezza e dignità. La studentessa italo-norvegese ha affrontato un’esposizione molto estesa in aula, rispondendo a oltre 1.675 domande durante il suo esame, come hanno sottolineato gli avvocati delle parti civili.

Giulia Bongiorno, legale della parte lesa insieme a Dario Romano, ha evidenziato in aula una visione della donna che sminuisce il valore del consenso, secondo quanto emerso dal dibattimento. Ha definito la resistenza della studentessa un elemento chiave per comprendere la gravità del crimine contestato.

Il dibattito in aula ha messo in luce l’importanza di un approccio che riconosca il peso del consenso nelle relazioni, rafforzando la necessità di un trattamento rigoroso per i casi di violenza sessuale di gruppo. Il processo a Tempio Pausania rappresenta un passaggio delicato nel confronto tra diritto e rispetto dei diritti individuali, anche attraverso l’applicazione di protocolli specifici per la tutela delle vittime in ambito giudiziario e sanitario.

Le fasi finali di questa vicenda giudiziaria segneranno un capitolo significativo, sia per il sistema giuridico sia per la società, nel modo in cui vengono trattate le denunce di abusi gravi e nella attenzione rivolta alle persone coinvolte direttamente.