L’inchiesta su un presunto controllo illegale di società compro oro fra Torino e altre città ha portato all’apertura di un processo con pesanti accuse. Le autorità contestano ad Andrea Fisichella e Antonio Ranieri estorsione, rapina e lesioni, sospettandoli di aver imposto pressioni e violenze su un ex socio per mantenere il dominio su varie attività commerciali. Il procedimento, ancora in corso, avrà un momento decisivo con la sentenza prevista entro l’autunno 2025.
Dettagli sulle accuse contro Fisichella e ranieri e i loro ruoli nel settore
Andrea Fisichella, 38 anni, è un volto noto alle autorità per precedenti vicende giudiziarie legate ai compro oro. Già coinvolto in un’indagine principale sul cosiddetto “magnate dei compro oro” di Milano, Mirko Rosa, Fisichella ha continuato a gestire più società nel campo anche dopo condanne definitive. Antonio Ranieri, di 37 anni, viene indicato dalla Procura come investitore e uomo di fiducia di Fisichella, ruolo che gli avrebbe permesso di partecipare attivamente alla gestione delle imprese riconducibili alla coppia.
I due sono imputati di aver imposto un controllo sommario e coercitivo sulle attività, in particolare nei confronti di un ex socio. Secondo le accuse, fra il 2021 e il 2022 avrebbero esercitato continue pressioni economiche e legali su questo soggetto, esigendo denaro e firme su documenti relativi alla conduzione delle società. Le tensioni sono sfociate in episodi di violenza fisica che hanno visto la vittima aggredita con calci, pugni e perfino oggetti reperiti sul luogo dell’incontro, come un manico di scopa e una forbice, in un episodio datato 27 marzo 2022 a Torino.
Il settore dei compro oro tra Torino e altre città nel mirino della giustizia
Il caso si inserisce in un contesto più ampio di attenzione a livello nazionale su attività nel settore compro oro, spesso analizzate dalle procure per possibili connessioni con reati come riciclaggio, usura e meccanismi di controllo criminale. Nell’area tra Torino e altre città, la vicenda dimostra come alcune società possano essere cedute o riorganizzate formalmente per sfuggire a problemi legali, mantenendo tuttavia il controllo effettivo nelle mani degli stessi personaggi.
Il caso rivela una gestione che va oltre l’aspetto commerciale, con rapporti tesi e violenze che condizionano dinamiche interne alle imprese. Il degrado delle condizioni lavorative si è riflesso anche sui dipendenti dei punti vendita, che hanno subito ritardi nei pagamenti e hanno dovuto intraprendere azioni legali per recuperare gli stipendi. Al contempo, l’attività delle società ha visto un progressivo stop, con la chiusura di diversi negozi coinvolti.
Le fasi del procedimento giudiziario e le posizioni delle parti in causa
L’indagine è coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Drammis e il processo prevede una chiusura entro l’autunno 2025. La richiesta di pena formulata per Fisichella e Ranieri è di tre anni e mezzo di carcere. La Procura punta a dimostrare che dietro l’apparenza di una rete di compro oro si nascondessero atti di natura estorsiva e violenta.
Sul fronte della difesa, guidata dall’avvocata Francesca Cramis, si contesta la validità delle testimonianze fornite dalla parte civile, cioè l’ex socio vittima delle presunte violenze. L’avvocata riconosce alcuni momenti conflittuali e singoli episodi di aggressione, ma rigetta l’idea di un disegno criminoso strutturato che coinvolga estorsione. Durante le udienze, Fisichella ha fornito la propria versione dei fatti, mentre Ranieri ha scelto di non presentarsi in aula.
Il giudizio finale spetta ai magistrati, chiamati a valutare la consistenza delle prove raccolte e a stabilire se le accuse trovano conferma. Il caso fotografa una realtà in cui situazioni di pressione e violenza si insinuano nelle attività commerciali, con effetti che coinvolgono non solo gli imprenditori ma anche i lavoratori direttamente interessati.