Ostia, il Parco del Mare entra nella fase decisiva: oltre 53 milioni per trasformare il lungomare
Il progetto prevede oltre sette chilometri di costa riqualificata, nuove piazze, percorsi ciclopedonali, dune naturali e un ponte sul Canale dei Pescatori. La data indicata per l’apertura del primo cantiere era il 18 giugno, ma sull’avvio materiale dei lavori mancano ancora conferme ufficiali.
Il Parco del Mare di Ostia supera uno dei passaggi amministrativi più delicati e si avvicina alla fase dei cantieri. Con l’approvazione definitiva della variante urbanistica, il progetto destinato a ridisegnare il principale affaccio sul mare della Capitale dispone ora del quadro necessario per procedere con gli interventi programmati sul lungomare.
L’opera interessa un tratto costiero lungo oltre sette chilometri e punta a trasformare una parte consistente del waterfront di Ostia in un grande parco lineare. Meno asfalto, maggiore spazio per pedoni e biciclette, nuove aree verdi, piazze pubbliche e un sistema dunale ricostruito sono gli elementi centrali di un piano atteso da anni, discusso nei tavoli pubblici e accompagnato da molte aspettative, ma anche da dubbi sulla viabilità, sui parcheggi e sulla gestione dei lavori durante la stagione balneare.
La data del 18 giugno 2026 era stata indicata nei mesi scorsi come possibile momento di apertura del primo cantiere nella zona del Canale dei Pescatori. Al momento, tuttavia, non è arrivata una comunicazione istituzionale che certifichi l’avvio materiale delle lavorazioni. Alcune realtà del territorio hanno anzi segnalato l’assenza del cantiere nel giorno annunciato. Il passaggio concreto registrato nelle ultime settimane resta dunque l’approvazione definitiva della variante al Piano regolatore generale, disposta con un’ordinanza del commissario straordinario per il Giubileo.
Un investimento che supera complessivamente i 53 milioni di euro
Il primo finanziamento del Parco del Mare ammonta esattamente a 23 milioni e 833mila euro, messi a disposizione attraverso il programma PR FESR Lazio 2021-2027. A queste risorse si aggiungono ulteriori 30 milioni di euro stanziati da Roma Capitale per il completamento del progetto. Il valore complessivo della trasformazione supera pertanto i 53 milioni.
L’intervento viene promosso da Roma Capitale insieme alla Regione Lazio. Le funzioni di stazione appaltante nella fase esecutiva sono state attribuite ad Anas, mentre la progettazione è stata sviluppata dal raggruppamento guidato da ABACUS Srl, vincitore della procedura indetta da Risorse per Roma. Quest’ultima sta inoltre seguendo la progettazione del nuovo ponte previsto sul Canale dei Pescatori.
Il piano comprende la riqualificazione del lungomare Duca degli Abruzzi, del lungomare Paolo Toscanelli, di piazza dei Ravennati e di altri tratti che conducono verso piazzale Magellano e piazza Cristoforo Colombo. L’obiettivo dichiarato è creare un’infrastruttura paesaggistica continua, capace di collegare la zona portuale, il centro di Ostia, le spiagge, le stazioni ferroviarie e il settore orientale del litorale.
Il progetto istituzionale indica 7,4 chilometri di lungomare interessati, circa 9,5 chilometri di nuovi percorsi pedonali e 15 piazze o aree pubbliche attrezzate. Gli spazi dovranno ospitare attività sportive, culturali, ricreative e servizi destinati sia ai residenti sia ai visitatori.
Meno asfalto e un nuovo Parco delle Dune
Una delle trasformazioni più visibili riguarderà la riduzione delle superfici impermeabilizzate. Il progetto prevede la rimozione di oltre 150mila metri quadrati di pavimentazioni, con una diminuzione dell’asfalto stimata intorno al 55 per cento.
Gli spazi recuperati saranno destinati a verde, percorsi pedonali e ciclabili, aree di sosta e nuove sistemazioni paesaggistiche. Secondo i dati presentati da Roma Capitale, l’estensione complessiva delle aree verdi e dunali dovrebbe aumentare di circa il 150 per cento, con oltre duemila nuove piantumazioni e più di 1.500 nuove alberature previste nel progetto.
Il cuore naturalistico dell’intervento sarà il Parco delle Dune, compreso tra piazzale Magellano e piazza Cristoforo Colombo. In questo tratto verrà ricostruita la duna marina, integrandola con le aree verdi esistenti e creando spazi completamente accessibili a pedoni e ciclisti.
La ricostruzione del sistema dunale non avrà soltanto una funzione estetica. Le dune rappresentano infatti una barriera naturale contro l’erosione costiera e possono contribuire a proteggere il litorale durante le mareggiate e gli eventi meteorologici più intensi. Il progetto punta quindi a combinare la riqualificazione urbana con il rafforzamento dell’ecosistema costiero.
Nel Parco delle Dune troverà spazio anche il nuovo elemento progettuale denominato Dolia, una struttura flessibile pensata per ospitare zone di sosta, giochi d’acqua, attività sportive, chioschi e spazi ludici. Il disegno complessivo prevede inoltre interventi sull’illuminazione pubblica, sull’arredo urbano, sul manto stradale e sulla qualità delle connessioni tra il lungomare e il resto della città.

Il primo lotto previsto al Canale dei Pescatori
Il cronoprogramma illustrato nei mesi scorsi indicava il Canale dei Pescatori come punto di partenza della fase operativa. Qui dovrà essere realizzato un nuovo ponte carrabile, lungo secondo le anticipazioni progettuali circa 25 metri, destinato a modificare l’attuale assetto della mobilità nella zona del borghetto.
L’opera è considerata uno dei nodi essenziali dell’intero progetto perché dovrà consentire la riorganizzazione dei flussi stradali e accompagnare la riqualificazione dell’area circostante. Il primo lotto dovrebbe comprendere anche interventi sul borghetto, sulle aree verdi e sulla duna vicina al canale.
La scelta di partire nel pieno della stagione balneare aveva sollevato interrogativi tra residenti e operatori economici. Marco Moladori, responsabile della struttura territoriale Lazio di Anas, aveva spiegato che i lavori sarebbero stati programmati cercando di limitare le interferenze con l’accesso alle spiagge e con le attività turistiche.
A preoccupare il territorio non è però soltanto la presenza dei cantieri. Il nuovo assetto del lungomare comporterà una revisione della circolazione, degli stalli di sosta e dei collegamenti con le strade parallele. Il progetto prevede nuovi parcheggi e connessioni più efficienti con le stazioni, ma diversi comitati chiedono di conoscere con maggiore precisione il numero dei posti auto eliminati, quelli recuperati e le soluzioni alternative durante le lavorazioni.
La variante approvata e le critiche sulle procedure
L’ultimo passaggio formale è rappresentato dall’ordinanza numero 29 del 28 maggio 2026, con la quale Roberto Gualtieri, in qualità di commissario straordinario di Governo per il Giubileo, ha approvato definitivamente la variante urbanistica necessaria alla realizzazione dell’opera.
Il provvedimento conclude il percorso iniziato con l’approvazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica e con l’adozione della variante avvenuta il 17 aprile. L’ordinanza utilizza i poteri straordinari previsti per gli interventi giubilari, motivando l’accelerazione con la necessità di rispettare le scadenze collegate ai finanziamenti europei.
Proprio l’impiego delle procedure in deroga è diventato un nuovo terreno di confronto. Il laboratorio civico LabUr ha contestato il ricorso ai poteri commissariali e ha criticato la riduzione dei passaggi ordinari davanti agli organi elettivi. La posizione del comitato si aggiunge alle osservazioni già avanzate nei mesi scorsi da associazioni ambientaliste e realtà locali, soprattutto in relazione alla mobilità, all’impatto acustico, alla gestione dei parcheggi e al coordinamento tra il ponte e il nuovo sistema viario.
Durante la presentazione pubblica del progetto erano intervenuti l’assessore capitolino all’Urbanistica Maurizio Veloccia, la vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, il presidente del Municipio X Mario Falconi e Giovanni Paris, responsabile dell’ufficio incaricato di coordinare gli interventi dell’amministrazione centrale nel territorio municipale.
Le istituzioni hanno definito il Parco del Mare un’opera strategica per il rilancio turistico ed economico del litorale, ma il vero banco di prova sarà ora rappresentato dalla fase esecutiva. Tempi, manutenzione futura, accessibilità, parcheggi e qualità delle lavorazioni determineranno il risultato di una trasformazione urbanistica che potrebbe cambiare profondamente il rapporto tra Ostia e il mare.
Completamento previsto entro il 2028
La scadenza indicata per il completamento dell’intera riqualificazione resta fissata al 2028. Il programma prevedeva inoltre l’affidamento di almeno il 70 per cento dell’investimento entro giugno 2026, passaggio legato al rispetto delle condizioni imposte dai finanziamenti europei.
Nei prossimi mesi i lavori dovrebbero procedere attraverso differenti lotti, evitando di aprire contemporaneamente cantieri lungo tutti i 7,4 chilometri di costa. La trasformazione sarà quindi graduale e potrà comportare modifiche temporanee alla circolazione, alla sosta e agli accessi ad alcuni tratti del lungomare.
Dopo anni di progetti, rendering e confronti pubblici, il Parco del Mare di Ostia entra comunque nel momento più delicato. La variante è stata approvata, le risorse risultano individuate e il soggetto incaricato della fase esecutiva è stato scelto. Resta ora da verificare quando il primo cantiere sarà realmente operativo e in quale modo verranno affrontati i problemi sollevati dal territorio.




