Napoli, la prefettura intensifica la lotta contro le aziende infiltrate dalla camorra con interdittive antimafia

Napoli2C La Prefettura Intensif

A Napoli, la prefettura guidata da Michele di Bari ha emesso interdittive antimafia contro quattro imprese sospettate di legami con la camorra, per proteggere l’economia locale da infiltrazioni criminali e garantire la legalità negli appalti e nel mercato. - Gaeta.it

Laura Rossi

27 Giugno 2025

A Napoli, la lotta contro la criminalità organizzata si è fatta più serrata. La prefettura locale, guidata dal prefetto Michele di Bari, ha deciso di adottare nuove misure per arginare le infiltrazioni mafiose nelle attività economiche della città e dell’area circostante. Negli ultimi giorni sono state emesse quattro interdittive antimafia a carico di imprese sospettate di legami con ambienti criminali. Questo intervento punta a liberare il tessuto imprenditoriale dai condizionamenti illeciti, proteggendo così un’economia ancora fortemente vulnerabile.

Cosa sono e come funzionano le interdittive antimafia

Le interdittive antimafia rappresentano uno strumento previsto dalla normativa italiana con l’obiettivo di impedire a soggetti collegati a organizzazioni mafiose di partecipare ad appalti pubblici o condurre attività economiche regolari. Si tratta di provvedimenti amministrativi che bloccano temporaneamente l’operato di imprese ritenute a rischio di infiltrazione criminale. La loro efficacia sta nel togliere l’opportunità economica da organizzazioni che tentano di condizionare il mercato e l’amministrazione pubblica.

Settori coinvolti nelle interdittive a Napoli

Nel caso di Napoli, le interdittive hanno colpito quattro aziende molto diverse tra loro ma tutte inserite in settori fondamentali. Tra queste, figurano imprese attive nella vendita al dettaglio di computer e software, altre che si occupano di coltivazioni di frutta e ortaggi, e poi ditte dell’edilizia. Agendo in questi ambiti, la criminalità avrebbe potuto ottenere vantaggi ingiusti, influenzando gare d’appalto o ostacolando chi opera nel rispetto della legge.

Una strategia congiunta tra prefettura, forze dell’ordine e dia

Le interdittive della prefettura di Napoli non nascono da una decisione isolata. Sono il frutto di un lavoro coordinato che vede la prefettura lavorare fianco a fianco con le forze dell’ordine locali e la Divisione Investigativa Antimafia . Questi ultimi hanno svolto indagini approfondite, analizzando i rapporti economici e le presenze ingombranti nei territori di competenza.

Il supporto investigativo ha consentito di raccogliere elementi concreti che hanno portato all’emissione di questi provvedimenti. La prefettura, in tal modo, agisce preventivamente, tentando di bloccare sul nascere la possibilità che le cosche comandino cammuffate dietro imprese di varia natura.

Interdittive antimafia: difesa dell’economia e della pubblica amministrazione

Gli effetti delle interdittive antimafia interessano diversi aspetti della vita economica e sociale di Napoli. Prima di tutto, liberano il campo alle imprese oneste, che così evitano di dover competere contro realtà che sfruttano il condizionamento della camorra. Questa azione, perciò, tutela la libera concorrenza in un mercato già complesso.

Inoltre, le interdittive contribuiscono a mantenere integro il buon funzionamento della pubblica amministrazione. Con meno infiltrazioni mafiose, diminuiscono le possibilità che appalti o risorse pubbliche siano trattenute da soggetti estranei alla legalità, contrastando così fenomeni di corruzione o favoritismi.

L’attenzione dedicata dal prefetto di Bari a questa battaglia mostra la determinazione delle istituzioni nel rendere Napoli un territorio meno esposto a interessi illeciti. Le imprese coinvolte, aiutate dallo Stato, dovranno dimostrare di poter tornare a operare nel rispetto delle regole, senza condizionamenti esterni.

Un messaggio chiaro contro la camorra nell’economia napoletana

L’azione della prefettura rappresenta un messaggio chiaro: la camorra non avrà spazio nell’economia di Napoli. Le interdittive non sono solo provvedimenti tecnici ma un vero e proprio contrattacco della legalità. Chi tenta di occupare il mercato con metodi illegali sarà messo all’angolo, visto che le istituzioni hanno gli strumenti per escludere chiunque provi a sfruttare l’economia a fini criminali.

La politica adottata dal prefetto Michele di Bari conferma una linea di fermezza che mira a non lasciare margini di manovra alle organizzazioni mafiose. Le interdittive si aggiungono a numerosi episodi in cui lo Stato ha dimostrato la volontà di reclamare il controllo sul territorio, attraverso interventi mirati e azioni coordinate.

Monitoraggio e repressione per rilanciare l’economia

Il percorso resta impegnativo. Napoli conta su questa attività di monitoraggio e repressione per arginare fenomeni dannosi e per tentare di rilanciare un’economia fatta da imprenditori che vogliono lavorare senza pressioni e senza paura. Il blocco delle aziende coinvolte rappresenta solo una tappa di questa battaglia più ampia.