La storia di una centenaria salvata da un infarto con angioplastica a Pescara, un messaggio contro i limiti anagrafici alle cure

La Storia Di Una Centenaria Sa

Centenaria salvata a Pescara con angioplastica, un caso che sfida i limiti dell’età - Gaeta.it

Donatella Ercolano

29 Agosto 2025

Lucia Fabrizio, nata nel 1925, ha superato un infarto miocardico acuto lo scorso 16 agosto. La sua vicenda, raccontata dall’Asl di Pescara tramite i canali social, mostra come l’età avanzata non escluda la possibilità di cure intensive e invasive. Ricoverata in UTIC, è stata sottoposta a un esame coronografico e a un intervento di angioplastica, per poi tornare a casa dopo una settimana di degenza. Questo caso evidenzia che, anche oltre i 100 anni, è possibile ricevere trattamenti salvavita e recuperare l’autonomia.

Anziani e interventi cardiologici: il caso di Lucia Fabrizio

Lucia Fabrizio, che ha compiuto 100 anni nel 2025, rappresenta un esempio di come la sanità pubblica affronti l’invecchiamento della popolazione senza escludere i pazienti più anziani da cure invasive. La donna è arrivata al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Pescara con sintomi riconducibili a un infarto miocardico acuto. L’équipe medica, coordinata dal reparto di UTIC, ha subito eseguito un esame coronografico per valutare le condizioni delle arterie coronarie.

Questo tipo di esame consente di individuare ostruzioni che riducono o bloccano il flusso sanguigno al cuore. Nel caso di Lucia, la coronarografia ha mostrato un blocco significativo che richiedeva un intervento immediato per ripristinare la circolazione. L’angioplastica è stata eseguita con successo, evitando danni maggiori al muscolo cardiaco. Dopo sette giorni di osservazione, la paziente è tornata a casa con una buona ripresa funzionale.

Il caso dimostra come una valutazione clinica basata sulle condizioni generali e non solo sull’età consenta di intervenire con trattamenti che in passato sarebbero stati riservati a pazienti più giovani. Secondo il cardiologo Massimo Di Marco, la centenaria ha dimostrato che anche a un’età elevata è possibile affrontare un infarto e mantenere l’autonomia dopo l’evento.

Infarto miocardico acuto: l’angioplastica come procedura salvavita per gli anziani

L’infarto miocardico acuto richiede un intervento rapido per limitare i danni al cuore. L’angioplastica coronarica, eseguita tramite cateterismo, permette di sbloccare le arterie occluse e ripristinare il flusso sanguigno. Negli ultimi anni, la tecnica ha registrato miglioramenti, con dispositivi più piccoli e materiali biocompatibili che riducono il rischio di complicazioni. Questi progressi hanno reso possibile applicare la procedura anche in pazienti anziani, inclusi quelli oltre gli 80 e i 90 anni.

Studi clinici recenti indicano che, selezionando accuratamente i pazienti anziani in base alla funzionalità cardiaca e alle comorbidità, l’angioplastica può migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita senza aumentare eccessivamente il rischio di complicazioni. Le linee guida cardiologiche internazionali sottolineano che l’età non deve essere l’unico criterio per escludere trattamenti aggressivi in caso di infarto.

Questa impostazione si riflette nella gestione clinica adottata dall’UTIC dell’Ospedale di Pescara, dove sono stati messi a punto protocolli per offrire interventi tempestivi anche a pazienti molto anziani. Il monitoraggio post-angioplastica, la riabilitazione e il supporto multidisciplinare sono fondamentali per un recupero efficace. Nel caso di Lucia Fabrizio, la scelta di intervenire nonostante l’età ha portato a un ritorno rapido alla vita quotidiana.

Comunicazione sanitaria: l’Asl di Pescara e il messaggio sui social

L’Asl di Pescara ha condiviso la storia di Lucia Fabrizio sui propri canali social, con l’obiettivo di trasmettere un messaggio di speranza e di corretto approccio medico verso i pazienti anziani. La diffusione di questa vicenda serve a contrastare pregiudizi che associano l’età a un limite invalicabile nelle cure.

Attraverso post e video, il messaggio sottolinea che la medicina moderna dispone di strumenti e competenze per trattare con successo patologie gravi anche in età avanzata, a condizione che la valutazione clinica sia accurata e personalizzata. Questa comunicazione mira a sensibilizzare cittadini e operatori sanitari, affinché non venga trascurata la possibilità di trattamenti efficaci nei pazienti anziani.

In un contesto di crescita della popolazione anziana e aumento delle malattie croniche, aggiornare la percezione pubblica sulle modalità di cura è importante per favorire un accesso equo e basato su dati clinici. Storie come quella di Lucia contribuiscono a ridefinire il rapporto tra età e terapie mediche, proponendo un modello che valorizza autonomia e qualità di vita anche nella terza età.

Le attività informative dell’Asl di Pescara si inseriscono in un quadro più ampio di campagne di sensibilizzazione, utili per promuovere la cultura della prevenzione e dell’intervento tempestivo. Queste iniziative vogliono rendere più consapevoli pazienti e famiglie sulle possibilità offerte dalla cardiologia contemporanea, superando tabù e pregiudizi legati all’invecchiamento.


L’esperienza di Lucia Fabrizio conferma che il trattamento di un infarto può essere efficace anche a 100 anni, se supportato da un’organizzazione sanitaria che valuta ogni caso con attenzione clinica. La sanità pubblica di Pescara mostra come una risposta medica pronta e mirata possa riportare a casa un paziente anziano in condizioni autonome, sfidando i limiti anagrafici nelle cure.