La scala di seta’ al Rossini Opera Festival: Bordogna e Torosyan raccontano la fatica della performance

La scala di seta' al Rossini Opera Festival: Bordogna e Torosyan raccontano la fatica della performance
Foto: www.ansa.it
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di Redazione Gaeta.it

Il baritono Paolo Bordogna e il soprano Hasmik Torosyan si preparano per 'La scala di seta' al Rossini Opera Festival, con regia di Damiano Michieletto e un'ambientazione contemporanea.

Il baritono Paolo Bordogna e il soprano Hasmik Torosyan hanno espresso il loro entusiasmo per la ripresa de ‘La scala di seta’, in programma il 13 agosto al Rossini Opera Festival di Pesaro. “Ci divertiamo come matti, ma che fatica!”, hanno dichiarato. La regia è affidata a Damiano Michieletto, che ha scelto di ambientare l’opera comica di Rossini, scritta nel 1812, in un loft contemporaneo.

Il regista ha introdotto un elemento innovativo, presentando una planimetria riflessa su uno specchio sul soffitto per chiarire la disposizione delle stanze. Questo costringe gli attori a simulare entrate e uscite da porte inesistenti. La protagonista, Giulia, interpretata da Torosyan, deve cantare e muoversi continuamente, mentre Bordogna, nel ruolo di Germano, si esibisce in acuti mentre prepara caffè e spremute, con cambi d’abito a scena aperta.

Torosyan ha scherzato sulla durata dell’opera, dicendo che, sebbene duri un’ora e mezza, le sembra lunga tre ore. La trama, basata sul libretto di Giuseppe Foppa, ruota attorno al matrimonio segreto di Giulia con Dorvil, che la fa salire nella sua camera tramite una scala di seta, mentre il suo tutore Dormont l’ha promessa a Blansac. La situazione si complica con l’arrivo di Blansac, che Giulia tenta di deviare verso la cugina Lucilla.

Germano, il servo, si trova coinvolto in una serie di fraintendimenti, fino a quando tutti i personaggi si ritrovano nascosti nella camera di Giulia. Dopo vari eventi, il tutore perdona Giulia, mentre Lucilla sposa Blansac. Bordogna ha commentato la complessità del suo ruolo, che richiede abilità vocali e un uso perfetto del fiato, e ha descritto Germano come una figura innocente e ingenua, il cui comportamento è influenzato dalla sua origine culturale e dalla difficoltà linguistica.

Torosyan ha descritto Giulia come una giovane vivace e determinata, capace di esprimere le proprie scelte. La sua interpretazione combina momenti di belcanto con agilità e colorature. Nonostante la fatica del ruolo, gli interpreti trovano gioia nella comicità dell’opera e nel ritrovarsi dopo aver frequentato insieme l’Accademia Rossini.

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