Il ruolo del cibo continua a dominare le scelte di viaggio degli italiani nell’estate 2025. La ricerca Coldiretti/Ixè segnala che oltre la metà dei vacanzieri ha scelto di portare a casa specialità gastronomiche come ricordo, superando oggetti e artigianato. Dopo il picco del controesodo, si prepara un settembre di vacanze per 8,5 milioni di italiani, attratti da mete naturali, sagre e agriturismi con prezzi più bassi.
La centralità del cibo nelle vacanze italiane
I dati sull’estate 2025 confermano il cibo come fattore chiave nella pianificazione delle vacanze. Più del 52% degli italiani in viaggio ha acquistato prodotti tipici come souvenir, preferendoli ai gadget come magliette o portachiavi. La preferenza va in particolare a formaggi, davanti a salumi, vino, dolci e olio extravergine d’oliva. Questi numeri emergono da una rilevazione Coldiretti/Ixè che mette in luce come la gastronomia italiana non sia solo attrattiva turistica, ma anche elemento principale nella spesa durante la vacanza.
La preferenza per i prodotti tipici indica una volontà di portare a casa esperienze legate ai luoghi visitati, valorizzando sapori e tradizioni locali. È interessante notare che tra le specialità più amate ci sono formaggi tipici legati a territori specifici come quelli umbri, spesso protagonisti di eventi e degustazioni durante la stagione estiva. I formaggi si confermano un simbolo del viaggio enogastronomico, un settore che cattura l’attenzione di turisti italiani e stranieri.
Questo trend riflette inoltre il legame stretto tra turismo e cultura alimentare. I prodotti acquistati non sono solo souvenir ma veri e propri simboli di identità territoriale, spesso scelti per arricchire l’esperienza complessiva della vacanza. La crescita dell’interesse verso il cibo sembra rispecchiare anche scelte di spesa più consapevoli, orientate a qualità e provenienza.
Il controesodo e la ripresa delle vacanze a settembre
L’ultimo fine settimana di agosto ha segnato il controesodo, ovvero il ritorno nelle città dopo le vacanze estive. Da questo momento, secondo Coldiretti, si preparano a partire circa 8,5 milioni di italiani nel mese di settembre. Questa fase registra un aumento dei viaggi verso località meno affollate e con prezzi ridotti, arrivati anche al 30% in meno rispetto ai periodi di alta stagione.
Il turismo di settembre punta soprattutto al contatto con la natura. Mare, montagna, parchi e campagne diventano mete cercate per vivere esperienze più lente. In particolare, le campagne offrono occasioni per partecipare a eventi come la vendemmia o per escursioni alla ricerca di funghi tipici come porcini, finferli e trombette. Il turismo verso agriturismi registra un boom, con quasi un milione di presenze stimate per settembre.
Questa scelta di spazi naturali si combina con la partecipazione a sagre enogastronomiche, momenti di socialità in cui si mettono in mostra prodotti tipici e tradizioni. Il turista tipo che predilige queste esperienze è un individuo che in metà casi proviene dall’estero, spesso in coppia e appartenente a fasce d’età giovani o over 60. Si tratta di un profilo orientato a un viaggio più lento, attento a qualità e autenticità.
Le condizioni economiche e il minor affollamento contribuiscono a incrementare il richiamo di queste mete. La diminuzione dei prezzi permette di allungare la stagione turistica, facendo emergere un turismo più sostenibile e legato al territorio. Le sagre e gli agriturismi diventano così luoghi di aggregazione e scoperta gastronomica, in linea con i gusti di chi cerca esperienze lontane dal turismo di massa.
Formaggi e prodotti tipici: punti di forza della proposta turistica 2025
Tra i prodotti tipici che conquistano i palati durante l’estate 2025, i formaggi si distinguono con una presenza significativa. Specialità come il Pecorino di Norcia, riconosciuto come prodotto tradizionale umbro, incarnano il legame forte fra territorio e gastronomia. Questi formaggi sono spesso protagonisti di degustazioni e eventi locali, che offrono l’occasione di approfondire la conoscenza della produzione artigianale.
I formaggi tipici rappresentano un richiamo concreto per turisti interessati a scoprire sapori autoctoni. La loro valorizzazione contribuisce a sostenere produttori locali e la conservazione di pratiche tradizionali. Nel contesto del turismo enogastronomico, questi prodotti diventano elementi chiave per costruire itinerari che uniscono gusto e cultura.
L’acquisto di formaggi e altre specialità come salumi, vini, dolci e olio extravergine in vacanza conferma l’attenzione verso prodotti di qualità, capaci di raccontare una storia e un territorio. Questi beni diventano souvenir concreti e significativi, non semplici oggetti ma esperienze da rivivere anche dopo la fine della vacanza.
La crescita del turismo rurale e slow si alimenta proprio di queste proposte, dove il cibo si lega a paesaggi, tradizioni e momenti di convivialità. Per molti viaggiatori, scegliere agriturismi e partecipare a sagre significa accedere a un’offerta ricca, diversa e legata fortemente al contesto locale.
Il racconto del cibo in vacanza non si limita alla scelta dei piatti ma passa attraverso il contatto con chi produce e custodisce queste specialità, in un rapporto diretto con il territorio. Questo aspetto rinsalda la funzione del turismo come strumento di valorizzazione della cultura alimentare italiana.