Guillermo del Toro torna alla Mostra del Cinema di Venezia con un progetto a cui ha lavorato per più di trent’anni: l’adattamento cinematografico di Frankenstein, il classico di Mary Shelley. Con Oscar Isaac e Jacob Elordi protagonisti, il film affronta temi profondi sul senso dell’essere umano in un’epoca dominata dalla tecnologia e dai conflitti che continuano a segnare il nostro tempo. La pellicola uscirà in alcune sale il 22 ottobre e sarà disponibile su Netflix dal 7 novembre.
Un Frankenstein che parla di umanità e imperfezioni
Del Toro definisce il suo Frankenstein un’opera intima e sincera, che resta fedele allo spirito del romanzo di Mary Shelley. Ma non si limita a raccontare una storia gotica: vuole interrogarsi sulla natura umana in un mondo dove le informazioni corrono veloci e le tensioni internazionali non si placano.
Secondo il regista, oggi si tende a disumanizzare le persone, dividendo la società in categorie rigide come “puri” e “terribili”, senza lasciare spazio al dialogo. Il film mette in luce la complessità dell’esistenza, con tutte le sue imperfezioni, errori e la capacità di perdonare, aspetti che accomunano tutti noi. L’invito è a guardare oltre le semplificazioni e riconoscere le sfumature che definiscono ogni individuo, senza ridurre tutto a una semplice battaglia tra bene e male.
L’imperfezione diventa così un punto di partenza per riflettere sul presente, dove i veri “mostri” spesso si nascondono dietro un’apparenza rispettabile. Del Toro critica chi disumanizza gli altri per ideologia o potere. Nel racconto non manca una presa di posizione contro la guerra, tema caro al regista che spesso mette al centro dei suoi lavori il valore della pace.
Personaggi nuovi e dettagli che arricchiscono la storia di Shelley
Il film resta fedele al romanzo ma aggiunge personaggi e dettagli pensati per approfondire temi attuali. Tra questi c’è Henrich Harlander, interpretato da Christoph Waltz, un mercante d’armi e finanziatore di Victor Frankenstein. Harlander è anche lo zio di Elizabeth, interpretata da Mia Goth, una donna brillante e sensibile, fidanzata di William, il fratello minore dello scienziato e oggetto dell’affetto di Victor. Questi elementi arricchiscono la trama, offrendo uno sguardo più ampio sulle relazioni familiari e sociali.
Al centro del film c’è l’umanità della creatura, interpretata da Jacob Elordi. Del Toro ha voluto mostrare il mostro con la purezza di un neonato, evitando le solite cuciture o deformità grottesche viste in passato. L’idea era di trasmettere una bellezza insolita, lontana dallo stereotipo del mostro. Elordi ha raccontato che il trucco, che richiedeva circa dieci ore al giorno, è stato fondamentale per entrare nel personaggio. Quel tempo passato “nascosto” sotto la pelle della creatura gli ha permesso di scavare nella parte più intima di sé, attingendo alle proprie esperienze personali e ai ricordi di famiglia.
Venezia 2025: un film atteso da tempo e proiettato verso il futuro
La presentazione di Frankenstein a Venezia ha un valore speciale per Del Toro, che considera questo adattamento il lavoro più importante della sua carriera. Il festival veneziano, spesso trampolino di lancio per i film da premio, è la vetrina perfetta per un progetto di questa portata. Il cast di alto livello, la cura nei dettagli e il messaggio sociale fanno di questo film uno dei titoli più attesi dell’edizione.
Netflix, che distribuirà il film in streaming poco dopo l’uscita nelle sale selezionate, punta su Frankenstein per rafforzare la sua offerta di film di qualità. Dopo i successi di Del Toro con “The Shape of Water” e “Pinocchio”, questa nuova opera si inserisce in una filmografia che affronta temi legati all’umanità, alla storia e alla morale. L’uscita prevista per fine ottobre al cinema e a novembre sulla piattaforma darà modo a un vasto pubblico internazionale di scoprire questa storia.
Del Toro unisce un racconto coinvolgente a riflessioni attuali. La Mostra del Cinema di Venezia conferma così il suo ruolo di appuntamento fondamentale, capace di mettere in scena film come Frankenstein, che indagano il cuore umano in un mondo complesso e spesso spaccato.