Autonomia differenziata, vertice con Meloni, Salvini e Tajani: cosa ha detto Calderoli

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Vertice su autonomia differenziata con Meloni, Salvini e Tajani, parla Calderoli. - Gaeta.it

Donatella Ercolano

30 Agosto 2025

Il ministro per gli Affari regionali, Roberto Calderoli, ha annunciato un incontro chiave sull’autonomia differenziata. Saranno presenti la premier Giorgia Meloni e i due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani. Il vertice è fissato per la prossima settimana e punta a definire intese preliminari tra governo e regioni, coinvolgendo in particolare Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria. È un tema caldo nel dibattito politico italiano, che riguarda l’ampliamento dei poteri regionali in settori cruciali come sanità, previdenza e protezione civile.

Calderoli spiega il vertice Sull’autonomia differenziata

Durante la festa della Lega sul Monviso, alle sorgenti del Po, Calderoli ha fatto il punto sulla riforma dell’autonomia differenziata. Ha ricordato il percorso verso la legge sui Livelli essenziali di prestazione , attesa al Senato per settembre. Il ministro ha detto di aver già raccolto il via libera da alcune regioni del Nord per materie come protezione civile, previdenza complementare, professioni e sanità, soprattutto da Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria.

Calderoli ha sottolineato il ruolo diretto della premier Giorgia Meloni, con cui ha parlato il 10 agosto e di nuovo recentemente. Da lei ha ottenuto la promessa di un incontro con Salvini e Tajani. L’obiettivo è chiudere le preintese prima del 21 settembre, in vista di Pontida, storica riunione della Lega. Calderoli ha descritto un clima di attesa e una volontà concreta di chiudere la partita in questa fase delicata.

La Lega e la lunga storia dell’autonomia differenziata

Nel suo intervento, Calderoli ha ripercorso i decenni di impegno della Lega nel Nord, ricordando le tappe che portarono all’idea di “Padania” e alla spinta indipendentista degli anni Novanta. Ha citato il 1996, quando a Venezia fu simbolicamente proclamata l’indipendenza della Padania, e il 1999, quando insieme a Umberto Bossi si presentò dall’allora presidente Ciampi con la dichiarazione di “secessione”.

Questi momenti segnano un’epoca che ha lasciato un segno profondo nel movimento. Negli anni più recenti, la strategia si è spostata verso la conquista di più autonomia regionale, restando però nel quadro costituzionale italiano. Calderoli ha evidenziato questo percorso come la base della riforma attuale, sottolineando il suo impegno personale quasi quarantennale nella Lega e la determinazione a procedere nonostante gli ostacoli.

L’ampolla del Monviso, un simbolo che resiste

Calderoli ha ricordato l’“ampolla originale” usata nel 1996 da Bossi per raccogliere l’acqua alle sorgenti del Po, simbolo della Padania e della sua nuova identità autonoma. Conservando quell’oggetto, il ministro ha voluto ribadire il legame storico e simbolico con il progetto attuale sull’autonomia.

Nel suo discorso ha anche accennato a possibili nuovi ostacoli, dopo le critiche della Corte Costituzionale su alcuni aspetti della riforma. Nonostante questo, ha confermato la sua volontà di andare avanti. Il richiamo all’ampolla, fonte d’acqua e simbolo, ha raccolto applausi tra i presenti, a testimonianza della voglia di mantenere vivi certi valori e obiettivi storici.

L’autonomia differenziata nel contesto politico di oggi

L’autonomia differenziata si muove in uno scenario politico italiano complicato. Le regioni coinvolte chiedono più poteri su temi chiave, ma c’è chi teme che questo possa mettere a rischio i LEP, creando disuguaglianze tra territori e frammentando i servizi pubblici. Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha più volte chiesto garanzie per mantenere un sistema unitario.

La premier Meloni affronta la questione in un governo che punta a stabilità e riforme concrete, inserendo il tema in un quadro più ampio che comprende la revisione della giustizia e politiche per il ceto medio. Meloni ha confermato il suo coinvolgimento diretto, mostrando attenzione alle esigenze delle regioni più forti e al bilancio della coesione nazionale.

L’autonomia differenziata si scontra anche con tensioni istituzionali, soprattutto alla luce delle indicazioni dell’ex premier Draghi sulla necessità di una sovranità europea federale in grado di affrontare le sfide globali. In questo contesto, il vertice annunciato da Calderoli assume un ruolo chiave per definire accordi concreti, che influenzeranno i rapporti tra Stato centrale e territori.

L’incontro della prossima settimana potrebbe essere un momento decisivo, aprendo la strada ai passaggi legislativi e politici necessari per trasformare i progetti di autonomia in norme effettive, in un momento in cui tutto l’assetto delle funzioni regionali italiane resta sotto stretto controllo e confronto.