La società Acqualatina, gestore del servizio idrico integrato nella provincia di Latina, ha annunciato la proposta di un aumento di capitale da 23,6 milioni a oltre 53,6 milioni di euro. Questa decisione, che sarà discussa in un’assemblea straordinaria il 17 settembre 2025, ha sollevato forti perplessità in ambito politico e sociale, soprattutto per la mancanza di trasparenza e per le criticità del servizio offerto, caratterizzato da elevate perdite d’acqua e tariffe già molto alte.
La richiesta di accesso agli atti e le critiche sulla gestione delle decisioni pubbliche
Il gruppo consiliare di Latina Bene Comune ha formalizzato una richiesta urgente di accesso agli atti al Comune di Latina per ottenere informazioni dettagliate sull’aumento di capitale proposto da Acqualatina, denunciando l’assenza di comunicazioni e spiegazioni ufficiali. I consiglieri Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton hanno sottolineato come questo episodio rappresenti una dinamica già vista a Latina: progetti importanti e di forte impatto, come l’impianto di accumulo di energia a Borgo Sabotino — il più grande in Europa — non sono stati discussi in commissione né in Consiglio comunale.
Secondo Lbc, la gestione amministrativa attuale tende a ridurre i tempi per le decisioni e a evitare il confronto politico pubblico nelle sedi opportune. Questi comportamenti si traducono in una limitazione del dibattito democratico, sottraendo spazi di confronto fondamentali per valutare scelte che riguardano l’intera comunità. La natura strategica dell’aumento di capitale di Acqualatina, che coinvolge risorse pubbliche e si riflette sulla qualità dei servizi essenziali, richiederebbe un coinvolgimento più ampio e trasparente.
Inefficienze del servizio idrico e impatto finanziario sulle casse comunali
Il gruppo Lbc ha anche focalizzato l’attenzione sulle condizioni reali del servizio fornito da Acqualatina. La società, pur distribuendo milioni di euro in dividendi ai propri azionisti e avendo già ottenuto finanziamenti consistenti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza , continua ad applicare tariffe elevate. Allo stesso tempo, il servizio è caratterizzato da un tasso di dispersione idrica superiore al 70%, una delle più alte nel territorio nazionale.
La perdita così significativa di acqua indica forti carenze nella gestione tecnica e operativa, con costi indiretti che ricadono sulla comunità locale. In questo contesto, l’aumento di capitale proposto appare controproducente se finanziato con fondi pubblici, perché significherebbe sottrarre centinaia di migliaia di euro ad altri servizi essenziali per la città. Latina detiene circa il 10% delle quote di Acqualatina, quindi ogni aumento di capitale coinvolge direttamente le risorse del Comune e, di riflesso, i cittadini.
Il dibattito politico e la richiesta di trasparenza Sull’acqua pubblica a latina
La segretaria di Lbc, Elettra Ortu La Barbera, ha ricordato la volontà espressa da 26 milioni di italiani con il referendum del 2011, che chiedeva una gestione pubblica e trasparente delle risorse idriche. Questo dato assume particolare rilevanza in un momento in cui si parla di aumentare investimenti in Acqualatina, una società che, pur parzialmente pubblica, sembra operare senza un reale confronto politico e sociale.
Il nodo politico si pone ora verso la maggioranza guidata da Celentano, chiamata a chiarire le proprie intenzioni riguardo a questa vicenda. Il Consiglio comunale, organo deputato a deliberare sulle questioni che coinvolgono i cittadini, reclama di essere messo nelle condizioni di esprimersi in modo chiaro e pubblico. Da questa richiesta si evince una domanda più ampia su come sarà gestita la partita dell’acqua pubblica a Latina nei prossimi anni, in un quadro di trasparenza e responsabilità verso la comunità.
La discussione su Acqualatina e il suo aumento di capitale si inserisce in un contesto territoriale e politico complesso, con richieste di maggiore partecipazione alle scelte di investimento e gestione dei servizi fondamentali per la vita quotidiana dei cittadini. La data del 17 settembre segnerà probabilmente un punto cruciale per definire le direttrici future del sistema idrico locale.