Attacco russo su Kiev: almeno 23 civili morti, l’Occidente reagisce con decisione

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Colpita Kiev, decine di civili vittime; l’Occidente risponde. - Gaeta.it

Donatella Ercolano

29 Agosto 2025

Il pesante bombardamento su Kiev ha riacceso le tensioni internazionali, spingendo Stati Uniti e Unione Europea a intensificare il loro sostegno militare all’Ucraina. L’attacco, avvenuto nella notte tra il 27 e il 28 agosto 2025, ha colpito diverse strutture civili, lasciando dietro di sé un drammatico bilancio di vittime e danni che continua a salire.

Bilancio in crescita dopo il bombardamento su Kiev

La sera del 27 agosto, quasi 600 droni e 31 missili, tra cui i temuti Kinzhal ipersonici, hanno colpito varie zone della capitale ucraina. Tra gli obiettivi, anche edifici civili come quelli della missione europea e del British Council, con quartieri residenziali gravemente danneggiati. Tymur Tkachenko, capo dell’amministrazione militare di Kiev, ha scritto su Telegram che almeno 23 civili hanno perso la vita, quattro dei quali bambini. E il numero delle vittime potrebbe aumentare, visto che i soccorritori sono ancora al lavoro tra le macerie.

Le aree colpite non sono isolate: l’attacco ha interessato zone densamente popolate, peggiorando una crisi umanitaria già grave. I soccorritori sono impegnati a cercare superstiti e a curare i feriti, molti dei quali sono in condizioni critiche. Questo bombardamento è il più intenso su Kiev dalla fine di luglio 2025 e dimostra un salto nella capacità offensiva russa, che ha usato un gran numero di droni e missili di ultima generazione.

Le autorità locali hanno risposto subito, aumentando le misure di sicurezza e attivando reti di emergenza per aiutare i civili colpiti. Intanto, migliaia di persone sono state costrette a lasciare le loro case, generando una nuova ondata di sfollati interni.

Stati Uniti rilanciano: 825 milioni di dollari in armi per l’Ucraina

Appena il giorno dopo l’attacco, il 28 agosto, gli Stati Uniti hanno annunciato una maxi vendita di armi per 825 milioni di dollari a favore dell’Ucraina. Il pacchetto include missili a lungo raggio e altre attrezzature militari pensate per rafforzare la difesa contro attacchi simili a quello appena subito.

Il Dipartimento della Difesa ha spiegato che l’operazione vuole sostenere gli interessi di politica estera e sicurezza nazionale di Washington, mantenendo stabili i partner europei dell’Est, con l’Ucraina in prima linea. L’obiettivo è chiaro: aiutare Kiev a difendersi dagli attacchi russi e a difendere la propria sovranità.

Questa mossa arriva in un momento di alta tensione e rappresenta una risposta diretta all’aggressività crescente di Mosca. Fa parte di un pacchetto più ampio di aiuti militari, che negli ultimi mesi ha visto un aumento significativo delle forniture.

La decisione riflette la volontà americana di frenare l’offensiva russa e apre nuovi scenari sulla durata e l’intensità del conflitto in Ucraina.

Europa pronta a inviare addestratori militari: un cambio di passo

L’attacco ha spinto anche l’Unione Europea a valutare passi più concreti per sostenere l’Ucraina. Kaja Kallas, alta rappresentante per la politica estera europea, ha detto che i Paesi dell’Ue stanno discutendo la possibilità di mandare addestratori militari nel paese, senza aspettare una tregua. La discussione è prevista per il 29 agosto 2025.

Questa ipotesi nasce dalla consapevolezza che la Russia continua a colpire nonostante i tentativi diplomatici. Kallas ha sottolineato come Putin ignori le richieste di pace e risponda solo a segnali concreti di fermezza. L’idea è di aggiornare i mandati delle missioni europee già presenti in Ucraina, sia civili sia militari, per includere un ruolo più diretto nella formazione delle forze ucraine.

Mandare addestratori europei sarebbe un salto di qualità nella cooperazione sul campo tra Kiev e i Paesi Ue. Finora l’Unione ha offerto soprattutto supporto logistico e civile, ma ora si guarda a interventi più concreti per rafforzare la capacità di reazione dell’esercito ucraino.

La scelta di non aspettare una tregua mostra la gravità della situazione e la convinzione, da parte dei governi europei, che il conflitto potrebbe aggravarsi senza un cambio di strategia. Il dibattito arriva in un momento delicato, con tensioni anche sul piano diplomatico dovute agli ultimi sviluppi sul terreno.

Il futuro del coinvolgimento europeo dipenderà dalle decisioni che verranno prese nelle prossime ore e dalla capacità degli Stati membri di superare le divergenze su come agire sul campo.

L’attacco su Kiev e le reazioni internazionali evidenziano come la guerra in Ucraina stia entrando in una nuova fase, con un coinvolgimento occidentale sempre più diretto a sostegno delle forze di difesa ucraine.