Mancano pochi giorni alle elezioni di metà mandato del 26 ottobre 2025 in Argentina, e la campagna elettorale si fa sempre più rovente. Il partito La Libertad Avanza, guidato dal presidente Javier Milei, sta incontrando parecchie difficoltà tra proteste e momenti di violenza ai comizi. A Corrientes, città di circa 430mila abitanti nel nord-est del Paese, la chiusura della campagna elettorale guidata da Karina Milei, sorella di Javier, è stata interrotta a causa di scontri.
Scontri a Corrientes: la protesta contro Karina Milei blocca la carovana elettorale
Il 20 ottobre, nel centro di Corrientes, un gruppo di manifestanti aspettava Karina Milei per l’evento che avrebbe chiuso la campagna del partito in vista del voto regionale di domenica. I manifestanti hanno mostrato cartelli con la scritta “Karina alta coimera”, un chiaro riferimento a una recente accusa di corruzione legata all’Agenzia argentina per la disabilità, che ha danneggiato seriamente l’immagine del partito.
Quando la carovana elettorale è arrivata, i manifestanti hanno iniziato a lanciare oggetti e a colpire le auto ufficiali, scatenando disordini. La polizia provinciale è intervenuta subito, arrestando almeno due persone e proteggendo il convoglio. L’evento è stato sospeso, segnando un episodio che mette in luce la forte tensione politica nel Paese.
Quanto successo a Corrientes evidenzia le difficoltà di La Libertad Avanza nel mantenere le piazze tranquille, proprio ora che la campagna entra nella sua fase decisiva. Il clima è teso, non solo per le polemiche politiche, ma anche per la crescente mobilitazione contro il governo.
Milei sotto pressione: la campagna elettorale sempre più difficile
Javier Milei, economista noto per le sue posizioni radicali, guida un partito di estrema destra che ha conquistato consensi promettendo di rivoluzionare la politica argentina. Ma le sue apparizioni pubbliche spesso finiscono in incidenti o aggressioni. Solo un giorno prima degli scontri a Corrientes, Milei è stato preso di mira con pietre e insulti a Lomas de Zamora, nella periferia di Buenos Aires.
Il clima politico è spaccato in modo netto. Le elezioni di metà mandato, che rinnovano 127 seggi su 257 alla Camera e un terzo del Senato, decideranno chi controllerà il Congresso e influenzeranno le scelte future. Intanto, l’economia stenta: inflazione alta e disagio sociale aumentano il malcontento che si fa sentire anche nelle strade.
Lo scandalo all’Agenzia per la disabilità, che coinvolge persone vicine a Milei, ha peggiorato la situazione. Le accuse di tangenti hanno minato la fiducia nel partito e offrono terreno di critica agli oppositori, pronti a denunciare come la corruzione sia ancora radicata.
Scandali e accuse minano la credibilità di La Libertad Avanza
Il cartello “Karina alta coimera” esposto a Corrientes non lascia spazio a dubbi: fa riferimento alle accuse di tangenti nell’Agenzia argentina per la disabilità. Questo ente pubblico è sotto inchiesta per presunte irregolarità nella gestione dei fondi statali. Il coinvolgimento di persone legate a La Libertad Avanza ha colpito duramente la fiducia degli elettori.
Lo scandalo ha aumentato la polarizzazione: da una parte i sostenitori della linea dura di Milei contro l’establishment, dall’altra chi vede in questi episodi la conferma che la corruzione non risparmia neanche i nuovi attori politici. Le proteste che accompagnano la campagna non denunciano solo problemi economici, ma anche casi di malaffare legati al governo.
L’episodio a Corrientes dimostra come questi scandali stiano alimentando la mobilitazione popolare. Le forze dell’ordine cercano di contenere la tensione, ma la divisione resta alta e non si esclude che nei prossimi giorni possano scoppiare nuovi scontri.
La situazione politica in Argentina rimane fragile. Le elezioni del 26 ottobre saranno fondamentali per definire il futuro del Paese e la capacità del governo di affrontare crisi economiche e scandali che tengono il clima sociale in continua agitazione.