Aggressione con taglierino alla stazione di Chivasso accende l’allarme sulla sicurezza di piazza Garibaldi e piazzale XII Maggio

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Aggressione con taglierino a Chivasso, cresce la preoccupazione per la sicurezza in stazione. - Gaeta.it

Sofia Greco

30 Agosto 2025

La stazione di Chivasso e le aree circostanti sono da tempo al centro di episodi di violenza e microcriminalità. Nell’ultimo fine settimana un minorenne è stato aggredito con un taglierino, un episodio grave che ha riportato sotto i riflettori la questione della sicurezza in questi spazi pubblici. Il problema non è nuovo: in punti come piazza Garibaldi e piazzale XII Maggio la percezione diffusa è quella di una zona lasciata a se stessa, dove la presenza di gruppi violenti e la mancanza di controlli favoriscono comportamenti criminali. Le misure adottate finora non sembrano bastare a garantire un ambiente tranquillo e frequentabile.

Aggressione con taglierino: un ragazzo minorenne ferito al volto nella stazione di Chivasso

Nel weekend appena passato, un ragazzo di età inferiore ai diciotto anni è stato circondato dentro l’atrio della stazione di Chivasso da un gruppo di coetanei. Questi gli avrebbero chiesto dei soldi. Al rifiuto, uno dei presenti ha estratto un taglierino e lo ha colpito sotto l’occhio, causando una ferita netta e profonda. Questa potrebbe lasciare una cicatrice permanente, come hanno riferito i testimoni oculari. Non risultano denunce ufficiali in merito, ma il racconto ricostruito da chi ha seguito il caso difficilmente si presta a interpretazioni diverse: si tratta di un gesto violento, imprevedibile, esploso in un luogo già noto per episodi simili.

Questo episodio si inserisce in un contesto di disagio, dove la stazione di Chivasso è da tempo teatro di aggressioni e atti intimidatori. Prima di questo fatto, qualche mese fa un altro ragazzo sedicenne era stato minacciato con un coltello da cucina sulla passerella lato via Caluso, uno spazio senza adeguata videosorveglianza e con un presidio di sicurezza insufficiente. Queste scene alimentano il timore tra chi vive o transita in queste aree. Chi dovrebbe garantire la sicurezza non riesce a impedire che episodi gravi si ripetano, soprattutto quando cala il buio. Chi delinque sembra imparare gli orari in cui costatare la presenza di pattuglie e agire indisturbato.

Le misure del Comune: ordinanze, divieti e la rimozione delle panchine tra polemiche e risultati scarsi

Il Comune di Chivasso ha messo in campo alcune risposte normative per provare a arginare il problema. Sono state emanate ordinanze che vietano la vendita e il consumo di alcolici in fasce orarie serali, con l’obiettivo di evitare assembramenti e comportamenti molesti. In più è stato stabilito il divieto di introdurre bottiglie di vetro in alcuni spazi pubblici, mentre una decisione molto discussa riguarda la rimozione delle panchine nello scalo. Queste disposizioni, però, si sono rivelate a tratti impopolari e poco efficaci.

Molti cittadini e commercianti hanno espresso perplessità. Si lamenta che queste misure finiscono per penalizzare chi vive e lavora nel quartiere senza incidere realmente sulle cause della violenza e del degrado. Il proprietario di un mini-market in via Torino ha denunciato l’aggravio della situazione: è costretto a spegnere i frigoriferi perché le norme ne riducono l’uso, mentre a pochi metri gruppi di ragazzi continuano a stazionare e a consumare alcolici senza conseguenze. Questi divieti creano una situazione di disagio alternato che colpisce chi rispetta le regole ma non chi le infrange.

La mancata installazione di telecamere soprattutto su passaggi chiave, come la passerella verso piazza Garibaldi, e la presenza sporadica degli addetti alla sicurezza di FS sono fattori che lasciano aperta la porta a comportamenti illeciti. Nei mesi scorsi, infatti, la mancanza di controlli complice ha fatto sì che aggressioni con armi da taglio si ripetessero in modo simile, generando una percezione di impunità e sfiducia nelle istituzioni.

Il degrado in stazione tra episodi incresciosi e la protesta dei cittadini contro le ordinanze

Oltre alle aggressioni, la stazione di Chivasso è finita al centro di altre situazioni di degrado. Un’immagine pubblicata dal consigliere comunale Bruno Prestìa ha mostrato un uomo intento a defecare vicino alla biblioteca del Movicentro in pieno giorno. Questa visione simbolizza il fallimento delle politiche finora adottate per mantenere la zona pulita e sicura. Le ordinanze restrittive, vista la loro natura selettiva, non impediscono questi comportamenti e sembrano equivalere più a una complicazione per chi abita o lavora nella zona.

La popolazione locale ha manifestato ampiamente il proprio dissenso soprattutto attraverso i social. Un sondaggio diffuso online ha mostrato che il 70% degli intervistati è contrario all’ordinanza che vieta il consumo di alcolici. Questo dato testimonia un malcontento diffuso verso provvedimenti che appaiono inefficaci o addirittura dannosi per la vita quotidiana della comunità.

In questo clima cresce la richiesta di interventi concreti: presidi mobili o fissi di polizia, sistemi di videosorveglianza più estesi e un controllo costante durante le fasce orarie più critiche. Il rischio, altrimenti, è quello di lasciare la stazione e le sue zone limitrofe in balia di chi viola la legge senza temere ripercussioni.

La politica locale sotto accusa: silenzi e doppie misure in una situazione sempre più tesa

La vicenda ha acceso anche un dibattito politico dalle tinte accese. Il consigliere comunale Bruno Prestìa ha puntato il dito contro l’amministrazione guidata dal sindaco Claudio Castello. Prestìa ha evidenziato un atteggiamento di silenzio rispetto alle aggressioni gravi, contrapposto a un rigore elevato nella sanzione di comportamenti meno gravi, come le infrazioni al codice della strada o le multe legate ai parcheggi. Da alcuni cittadini è stato segnalato un senso di giustizia squilibrata che aumenta la sfiducia verso chi governa la città.

Non è la prima volta che il sindaco Claudio Castello si trova coinvolto in situazioni delicate legate alla gestione urbana. Già in passato era dovuto tornare sui suoi passi in ambiti come la tassa sui rifiuti e la regolamentazione dei parcheggi a pagamento. Oggi la sicurezza delle aree attorno alla stazione rappresenta un banco di prova molto importante per una città che vuole lasciarsi alle spalle episodi come l’ultimo attacco al minorenne.

La domanda che emerge è quindi: fino a quando si continuerà con interventi parziali e poco efficaci? Se gli episodi violenti e i segnali di degrado proseguiranno, la stazione di Chivasso resterà un luogo che si evita anziché un punto di passaggio protetto e vissuto.

[1] Informazioni tratte da segnalazioni recenti e testimonianze raccolte nel territorio di Chivasso, 2025
[2] Dati sulla sicurezza urbana e microcriminalità della zona stazione Chivasso, report 2024