Aggressione a Messina: medico ex sindaco preso a pugni nel suo studio, è grave al Policlinico

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Medico e ex sindaco aggredito nello studio, è grave al Policlinico di Messina. - Gaeta.it

Donatella Ercolano

30 Agosto 2025

L’ex sindaco di Saponara e medico di base Aldo Panarello è stato aggredito violentemente mentre si trovava nel suo studio privato a Messina. L’attacco ha provocato gravi lesioni che richiedono un intervento chirurgico. Le forze dell’ordine indagano sull’accaduto mentre l’uomo lotta per la propria vita in ospedale.

Dettagli dell’aggressione avvenuta nello studio medico a Messina

La violenta aggressione si è consumata venerdì mattina all’interno dello studio medico di Aldo Panarello. Un uomo, con il volto parzialmente nascosto da un cappello, si è introdotto improvvisamente colpendo il medico con pugni e calci. I colpi sono stati così intensi da far cadere Panarello a terra, mentre l’aggressore è scappato prima dell’arrivo di qualcuno. Il gesto si è verificato senza apparenti provocazioni evidenti all’esterno dello studio.

Immediatamente soccorso, Panarello è stato trasportato al Policlinico di Messina, dove è ricoverato in condizioni gravi. Le prime analisi mediche hanno evidenziato fratture alla mandibola e alla spalla. Per questi traumi è in programma un intervento maxillofacciale. La gravità del quadro clinico riflette la violenza dell’attacco subito.

La polizia ha avviato le indagini acquisendo i filmati delle telecamere presenti nella zona. Le immagini stanno venendo scrupolosamente esaminate per risalire all’identità dell’aggressore. Al momento non ci sono elementi pubblici che spieghino il motivo della violenza. Le autorità mantengono alto il livello di attenzione per evitare ulteriori rischi.

Un precedente tragico nello stesso studio mette in luce l’emergenza sicurezza per i medici locali

L’aggressione a Panarello riporta all’attenzione un episodio drammatico avvenuto trent’anni fa proprio nello stesso studio medico. Vittorio Meli, suocero di Panarello e anch’egli medico di base, venne ucciso da un paziente che non si riteneva soddisfatto delle cure ricevute. Il responsabile, con disturbi psichici, commise il gesto estremo prima di togliersi la vita in carcere.

Questo fatto del passato sottolinea un clima di tensione e pericolo per chi esercita la professione medica in quella zona di Messina. L’aggressione recente aggiunge un tassello inquietante in un contesto già segnato da episodi di violenza. Da anni i medici del territorio segnalano la necessità di maggiori tutele di fronte a situazioni che hanno spesso sfociato in attacchi fisici.

L’episodio attuale ha suscitato preoccupazione tra colleghi e istituzioni, che stanno monitorando lo sviluppo delle indagini e lo stato di salute di Panarello. Il caso richiama l’attenzione sulle condizioni in cui lavorano molti medici di base, spesso esposti a rischi anche gravi all’interno dei propri studi.

Aggiornamenti sul ricovero e Sull’intervento chirurgico di aldò panarello

Ad oggi Aldo Panarello resta in prognosi riservata presso il Policlinico di Messina. Le ferite subite richiedono un intervento chirurgico alla mandibola e alla spalla, condotto dai chirurghi maxillofacciali della struttura. L’operazione è fondamentale per stabilizzare le fratture e permettere un recupero.

I medici hanno sottolineato la complessità delle lesioni dovute ai colpi ricevuti, che hanno compromesso l’area facciale e la mobilità della spalla. Le condizioni del ricoverato rimangono serie, con un decorso ancora incerto. La famiglia e i colleghi seguono con attenzione l’evoluzione clinica, in attesa di sviluppi.

La vicenda richiama inoltre l’attenzione sul problema della sicurezza negli studi medici, in particolare nelle aree dove sono già avvenuti episodi simili. Le autorità continuano a raccogliere ogni testimonianza utile e a verificare i filmati per assicurarsi che chi ha colpito Panarello risponda delle sue azioni.

La rete di protezione attorno agli operatori sanitari e ai professionisti locali viene messa sempre più alla prova, in un territorio segnato da tensioni e preoccupazioni che si riflettono in questi atti di violenza.