Rider: il film di Davide Pavanello racconta l’odissea di un giovane in bicicletta a Venezia

Rider: il film di Davide Pavanello racconta l'odissea di un giovane in bicicletta a Venezia
Foto: www.ansa.it
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di Redazione Gaeta.it

Il film "Rider", diretto da Davide Pavanello, esplora la vita di un giovane rider a Milano durante il Capodanno, con un mix di rap e narrazione innovativa. Uscita il 24 settembre.

Rider, film di chiusura della Settimana della Critica, si svolge nella Milano notturna durante il Capodanno, con le sue consegne last minute in case di lusso e le vite frenetiche di chi lavora in bicicletta. La pellicola, diretta da Davide Pavanello, noto come Dade, segna il suo esordio alla regia. Pavanello, un importante produttore musicale e membro originale dei Linea 77, ha collaborato con Roan Johnson, cineasta versatile, per raccontare l’odissea di un giovane a tempo di rap. Il film sarà nelle sale grazie a I Wonder Pictures dal 24 settembre, dopo il debutto al Lido.

Il protagonista è Samuele, soprannominato Sami, interpretato da Lorenzo Aloi, insieme all’attrice e cantautrice Kaze. Il cast comprende anche Claudio Santamaria e Kyshan Wilson, con la partecipazione di musicisti come Johnny Marsiglia e Levante. Johnson ha spiegato che l’idea di realizzare un progetto del genere gli frullava in mente da tempo e ha ritenuto che Dade fosse la persona giusta, data la sua esperienza con il rap, che oggi è simile al cantautorato della sua generazione.

Non si tratta di un musical tradizionale, ma piuttosto di una narrazione in cui le canzoni sono integrate nella trama e i dialoghi sono costruiti attraverso una struttura in rima. Dade ha espresso il suo desiderio di diventare regista, affermando di essere un creativo a tutto tondo e di voler sperimentare diverse forme d’arte. Pavanello aveva precedentemente lavorato alla colonna sonora di Gloria!, per cui ha ricevuto due David di Donatello.

La trama, prodotta da Movimenti Production con il supporto di Rai Cinema e HBO Max, ruota attorno alla vita di Sami, un rider con una storia familiare complessa. Durante una consegna di sushi nella notte di Capodanno, incontra Nia, una giovane neolaureata con cui instaura un’immediata connessione. Tuttavia, il loro potenziale rapporto è minacciato da una scelta cruciale che Sami deve affrontare.

Dade ha condiviso che l’idea della storia è emersa dopo il Covid, notando come i rider, pur essendo sfruttati, sembrassero gli unici liberi durante il lockdown. Johnson ha aggiunto che il termine “rider” rappresenta un paradosso, poiché, mentre indica qualcosa di eroico, è anche uno dei lavori più umili. Nonostante ciò, l’obiettivo non era creare un racconto sociale, ma piuttosto onorare la categoria inserendola in un contesto avvincente.

Entrambi i registi hanno sottolineato l’importanza di mettere da parte l’ego, creando un flusso in cui musica e cinema si integrano perfettamente. Hanno espresso il desiderio di divertire ed emozionare il pubblico, sia al cinema che attraverso l’album che accompagnerà il film.

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