L’occasione fa il ladro: opera al Rossini Opera Festival di Pesaro
'L'occasione fa il ladro' sarà presentata il 12 agosto al Rossini Opera Festival di Pesaro, con la direzione musicale di Alessandro Bonato e la regia di Jean-Pierre Ponnelle.
L’opera ‘L’occasione fa il ladro’ sarà presentata il 12 agosto al 47° Rossini Opera Festival di Pesaro. La direzione musicale è affidata ad Alessandro Bonato, mentre la regia è curata da Jean-Pierre Ponnelle, ripresa da Sonja Frisell. Il servo Martino, interpretato dal baritono Matteo Mancini, descrive il suo padrone Don Parmenione con i versi: “Il mio padrone è un uomo, ognun che il vede il sa: rassembla un galantuomo, e forse lo sarà”.
Mancini, originario di Pesaro, ha condiviso che la sua interpretazione si basa sulle caratteristiche di un personaggio che si presenta come sensibile ma è in realtà egoista. La sua altezza, 1 metro e 92, ha comportato sfide per la regia, che ha dovuto adattare le interazioni tra i personaggi per mantenere l’armonia scenica.
Il baritono ha spiegato che l’impostazione della regia è molto rigorosa, richiedendo, ad esempio, di indicare qualcuno con tutta la mano, come era consuetudine tra i nobili dell’epoca. Ha inoltre evidenziato la complessità vocale del ruolo, caratterizzato da una tessitura acuta e un uso abbondante del sillabato.
La trama ruota attorno a uno scambio di valigie tra Don Parmenione e il Conte Alberto, portando a un’inversione di identità. Entrambi i protagonisti sono alla ricerca di due giovani donne, la marchesina Berenice e la sua cameriera Ernestina, che si scambiano i ruoli fino al momento in cui vengono svelate le loro vere identità.
Bonato ha definito ‘L’occasione fa il ladro’ una composizione complessa, con personaggi ben definiti e un’ouverture che introduce immediatamente l’azione. Ha sottolineato l’importanza di restituire alla partitura i tempi e i ritmi autentici di Rossini, evitando le estremizzazioni che si sono accumulate nel tempo.
L’allestimento si basa su una regia tradizionale, arricchita da tele dipinte a mano da Ponnelle e da macchine teatrali ottocentesche. Bonato ha descritto questa scelta come geniale, poiché mette in evidenza il lavoro dei tecnici di scena e sottolinea l’importanza di una sinergia tra regia e musica, lavorando su aspetti come dizione e fraseggio.




