Cathy La Torre: il libro che racconta storie di donne dimenticate
Cathy La Torre presenta "Tutte le volte che le donne", un libro che esplora le storie di donne dimenticate e il loro impatto nella storia, evidenziando la loro invisibilità e il contributo spesso non riconosciuto.
Cathy La Torre ha pubblicato il libro “Tutte le volte che le donne” (Rizzoli, 260 pagine, 18 euro), un’opera che raccoglie storie di donne dimenticate, presentata con una copertina psichedelica. Il volume si propone di mettere in luce come le donne siano spesso invisibili, sia nelle strade delle città che nei libri di storia, nonostante abbiano contribuito in modo significativo in vari ambiti. Spesso, il merito per le loro invenzioni è attribuito ad altri, principalmente uomini.
Nel prologo, l’autrice, avvocata e attivista, condivide un aneddoto riguardo al rimprovero della madre per il timore che il libro potesse risultare troppo “femminista.” La Torre evidenzia che le storie raccontate non appartengono solo al passato, ma riguardano donne che si trovano in situazioni difficili e possono trarre ispirazione da chi le ha precedute.
Le protagoniste del libro sono donne forti e determinate, spesso ostacolate da uomini che hanno cercato di negare loro voce e riconoscimenti. Tuttavia, molte di queste donne hanno avuto il supporto dei padri, che hanno creduto in loro e le hanno incoraggiate, un aspetto fondamentale fino a qualche decennio fa. Oggi, anche le madri hanno la possibilità di sostenere le proprie figlie nel loro percorso di crescita.
La Torre racconta storie di donne che hanno ideato invenzioni considerate tipicamente maschili, come i tergicristalli e gli specchietti retrovisori, ma di cui è stato spesso negato il merito. Viene citato il caso di donne che hanno creato strumenti per migliorare la vita domestica, come la lavastoviglie e il sacchetto di carta. Inoltre, il libro menziona donne che hanno contribuito in modo significativo a premi Nobel nel campo delle scienze, come Milena Maric, la prima moglie di Albert Einstein, che ha dovuto affrontare ostacoli notevoli per proseguire la propria formazione.
Milena, nata nel 1875, si trasferì a Zurigo per continuare gli studi, dove incontrò Einstein. La loro storia fu complessa e, nonostante le difficoltà, rimasero uniti nel lavoro e nella vita. Quando Einstein vinse il Nobel, decise di donare il premio a lei, gesto che rimane avvolto nell’ambiguità.
Un altro tema centrale è l’assenza di donne nella toponomastica e la rappresentazione femminile nelle statue, che spesso sono nude o mancano del tutto, anche nel caso di figure significative come la giornalista Ilaria Alpi. Molte di queste statue sono soggette a un trattamento che ne sminuisce il valore, come la lucidatura delle parti intime da parte dei turisti.
Il libro di La Torre, attraverso le storie di queste donne, invita a riflettere sull’importanza di riconoscere e valorizzare i contributi femminili nella storia e nella società contemporanea.




