Caso Fenice: Giuli non ha intrapreso azioni in sette mesi, rinuncia ad Atreju

Caso Fenice: Giuli non ha intrapreso azioni in sette mesi, rinuncia ad Atreju
Foto: www.ansa.it
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di Redazione Gaeta.it

Beatrice Venezi ha espresso il suo disappunto per la fine del rapporto con il Teatro La Fenice, citando fattori politici e di genere come cause del suo licenziamento.

Beatrice Venezi, in un’intervista al podcast Sette Vite di Hoara Borselli, ha espresso il suo disappunto per la conclusione del suo rapporto con il Teatro La Fenice, dove avrebbe dovuto assumere il ruolo di direttrice musicale a partire da ottobre 2026. Venezi ha sottolineato che la mancanza di preparazione da parte del sovrintendente ha influito negativamente sulla sua integrazione con il personale artistico e tecnico del teatro.

Secondo Venezi, il suo licenziamento è stato influenzato da fattori politici e di genere. Ha affermato che, se fosse stata di sinistra, non avrebbe subito tali conseguenze, aggiungendo di essere stata la prima donna a ricoprire quel ruolo. Ha anche dichiarato che le sue posizioni politiche, in particolare la sua simpatia per la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, hanno contribuito alla sua estromissione.

Riguardo alla modalità con cui ha appreso della sua rimozione, Venezi ha rivelato di aver ricevuto notizie dall’agenzia ANSA. Ha fatto notare che, se la sua dichiarazione su un quotidiano argentino fosse stata il problema, si sarebbero attesi chiarimenti o dimissioni, cosa che non è avvenuta. Ha affermato che la mancanza di supporto da parte del ministro Giuli, che non ha preso posizione durante i sette mesi di tensione, ha aggravato la situazione.

Venezi ha anche commentato l’assenza di tutela da parte della Fondazione nei suoi confronti. Ha evidenziato che, se fosse stata al posto del ministro, avrebbe convocato le parti interessate per discutere della situazione. Ha deciso di non dimettersi prima perché le era stato chiesto di rimanere, nonostante le difficoltà.

La musicista ha annunciato che intende seguire aspetti legali legati alla vicenda, inclusi possibili casi di mobbing mediatico. Ha espresso la sua determinazione a far valere i propri diritti e a perseguire la verità.

Infine, ha commentato le affermazioni del sovrintendente riguardo alla mancanza di un contratto firmato, definendole ridicole, poiché la sua nomina era stata approvata dal Consiglio d’indirizzo. Venezi ha anche rivelato di avere progetti futuri, tra cui lavori con avvocati e impegni in paesi dell’Est, compresa una prossima visita in Russia.

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Collaboratore del portale informativo Gaeta.it.

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