Valle d’Itria: scopri come combattere il caldo tra trulli e cummerse

Valle d'Itria: scopri come combattere il caldo tra trulli e cummerse
Valle d’Itria: scopri come combattere il caldo tra trulli e cummerse
· 3 min di lettura
Francesco Giuliani

di Francesco Giuliani

La Valle d'Itria, con i suoi trulli storici, sta vivendo un rinnovato interesse immobiliare, attirando investitori europei e promuovendo pratiche di turismo sostenibile e restauro tradizionale.

La Valle d’Itria si presenta come un paesaggio ricco di ulivi secolari, vigneti e una vegetazione lussureggiante, con una campagna dorata di cereali che ondeggiano al vento. Tra le spighe si ergevano i pinnacoli, tipici dei trulli, abitazioni circolari emblematiche di questa regione. Queste strutture, simili a quelle di altre antiche civiltà, fungono da rifugio e magazzino, richiamando alla mente i nuraghi sardi, le cabanas spagnole e le borie in Provenza. I trulli, testimoni di un’architettura primitiva, si trovano in agglomerati storici come Aia Piccola, risalenti al 1400, e nel centro di Alberobello, patrimonio dell’umanità UNESCO, frequentato da numerosi turisti.

Il rinnovato interesse per i trulli ha portato a una crescente espansione del mercato immobiliare locale, con agenzie specializzate e un aumento degli acquirenti, principalmente olandesi, francesi e inglesi. Questi investitori, attratti dalla bellezza del territorio, spesso scelgono di ritirarsi qui per dedicarsi all’agricoltura o all’ospitalità, trasformando i trulli in suite per turisti. Un esempio significativo è la famiglia Ottolire, che nel 1973 acquistò un gruppo di trulli in stato di abbandono, recuperandoli grazie all’esperienza di artigiani della zona. Oggi, l’azienda di famiglia offre un’accoglienza di qualità, con un’attenzione particolare alla gastronomia locale e a esperienze turistiche sostenibili.

Riscoperta e sostenibilità dei trulli

Antonella, membro della famiglia Ottolire, sottolinea l’importanza delle cummerse, costruzioni tipiche dei centri storici della Valle d’Itria, caratterizzate da tetti spioventi. Situati a oltre 400 metri di altitudine, questi edifici offrono un rifugio fresco durante le calde giornate estive. Secondo la tradizione, i trulli venivano costruiti in modo tale da poter essere smontati rapidamente per evitare tasse da parte degli esattori borbonici. Oggi, queste strutture rappresentano un esempio di architettura bioclimatica, grazie alla loro capacità di mantenere temperature interne fresche. Francesco Fragnelli, restauratore di trulli, ha evidenziato come la differenza di temperatura tra l’interno e l’esterno possa variare dai 7 ai 15 gradi centigradi.

I trulli, costruiti a partire dal XIV secolo con pietra calcarea, sono un patrimonio culturale che rischia di scomparire senza la giusta attenzione. Le tecniche tradizionali per il restauro, tramandate da pochi artigiani, sono sempre più rare. Fragnelli, che ha iniziato la sua carriera nel 1983, ha notato come il cemento avesse preso piede a discapito delle tecniche storiche. Oggi, molti trulli vengono ristrutturati per essere utilizzati come case vacanza, attirando sia italiani che stranieri.

Con il cambiamento climatico in atto, i trulli offrono spunti preziosi per l’architettura contemporanea. Gerardo Biancofiore, presidente della sezione pugliese dell’ANCE, ha affermato che gli esperti di architettura sostenibile vedono nei principi costruttivi dei trulli un modello da seguire per edifici più resilienti alle sfide del riscaldamento globale.

Fonte: www.ansa.it

Francesco Giuliani

di Francesco Giuliani

Francesco Giuliani è un imprenditore digitale specializzato in intelligenza artificiale, SEO, comunicazione online e sviluppo di piattaforme web. Lavora alla creazione di…

Altri articoli di Francesco Giuliani →