Nel 2025 lo zafferano dell’Aquila DOP spegne venti candeline dalla sua denominazione di origine protetta. Questa spezia, coltivata in pochi comuni dell’Aquilano, ha conquistato un ruolo di primo piano non solo nelle cucine italiane e internazionali, ma anche nell’economia e nella storia dell’Abruzzo. Per celebrare l’importante traguardo, dal 5 al 19 settembre il territorio si anima con una serie di eventi, presentati in conferenza stampa a Palazzo Margherita. L’obiettivo è mettere in luce un prodotto di nicchia che unisce tradizione e qualità.
Zafferano Dell’Aquila DOP: tra tradizione e qualità
Lo zafferano dell’Aquila è un tesoro raro, apprezzato per la qualità elevata e per un metodo di produzione ancora fortemente legato al lavoro manuale. La raccolta coinvolge circa 250mila fiori coltivati in 13 comuni dell’area aquilana, con una produzione annua che si aggira tra i 30 e i 40 chili. Il disciplinare di produzione assicura che ogni passaggio — dalla coltivazione alla raccolta, fino all’essiccazione — segua metodi rigorosi, conferendo così alla spezia caratteristiche uniche rispetto ad altre varietà.
Questa cura ha fatto sì che lo zafferano dell’Aquila finisca sulle tavole di realtà prestigiose, come i boutique hotel Bulgari di Parigi e Dubai. Il suo mercato è soprattutto di fascia alta, dove il prodotto non è solo un ingrediente ma un vero e proprio simbolo culturale. La certificazione DOP, ottenuta nel 2005, ha dato un forte impulso alla tutela dello zafferano, proteggendo l’identità locale e difendendolo dalle imitazioni che potrebbero danneggiarne la reputazione.
Il legame con il territorio e le strategie per far crescere il prodotto
Lo zafferano e il territorio dell’Aquila sono legati da un rapporto profondo, fatto di storia, cultura e sviluppo economico. Il Gran Sasso Velino, cuore geografico della coltivazione, è anche simbolo di una tradizione agricola che resiste nel tempo. Le 13 comunità coinvolte portano avanti una pratica che, nonostante le difficoltà legate al lavoro manuale e alla produzione limitata, è diventata un tratto distintivo della zona.
Per festeggiare i vent’anni della DOP, il Gruppo di Azione Locale Gran Sasso Velino ha messo in campo una serie di iniziative per rafforzare la presenza dello zafferano sul mercato e raccontarne la storia. La collaborazione con Regione Abruzzo, Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia e Fondazione Cassa di Risparmio dell’Aquila dimostra quanto il prodotto sia al centro dell’attenzione, sia a livello istituzionale che comunitario. Tutti lavorano insieme per consolidare l’immagine dello zafferano come simbolo capace di valorizzare il tessuto sociale ed economico della regione.
Eventi in programma e il ruolo delle istituzioni
Dal 5 al 19 settembre 2025 l’Aquila ospiterà una serie di eventi dedicati ai vent’anni della denominazione DOP dello zafferano. Ci saranno appuntamenti enogastronomici, convegni, degustazioni guidate e show cooking, pensati per far conoscere da vicino le qualità della spezia, le tecniche di produzione e il valore culturale che porta con sé. Il programma completo sarà svelato il 2 settembre in una conferenza stampa alla sala commissioni di Palazzo Margherita.
All’incontro parteciperanno figure di rilievo istituzionale: il sindaco di Navelli Paolo Federico, rappresentante di uno dei comuni produttori; il vicepresidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente; il vicesindaco dell’Aquila Raffaele Daniele; e il presidente del Consorzio per la tutela dello Zafferano dell’Aquila DOP Massimiliano D’Innocenzo. La loro presenza evidenzia l’impegno concreto nel sostenere e promuovere un prodotto che fa parte dell’identità del territorio.
Le manifestazioni di settembre non saranno solo una festa, ma anche un’occasione per mettere in mostra come la comunità aquilana sappia unire tradizione e innovazione, mantenendo viva una coltura antica e adattandola alle richieste di un mercato sempre più esigente. Il ventennale dello zafferano dell’Aquila DOP è un momento di celebrazione, ma anche di rilancio per un prodotto che continua a raccontare la storia di questa terra.