Una donna di 54 anni è stata sottoposta a un intervento chirurgico complesso presso l’ospedale Spaziani di Frosinone, dove è stato rimosso un tumore del basicranio di 228 cm³. La massa, di dimensioni rilevanti e situata in un’area delicata, coinvolgeva strutture vitali come la trachea, la colonna cervicale e importanti vasi sanguigni. L’operazione, durata oltre dieci ore, ha richiesto il lavoro coordinato di diverse specialità mediche, consentendo di asportare quasi completamente la lesione.
Complessità del tumore del basicranio e implicazioni anatomiche
Il tumore, di 228 centimetri cubi, interessava la base del cranio con estensione fino al collo. La massa comprimava la trachea e la retrofaringe, ostacolando le vie aeree e mettendo a rischio la respirazione. Inoltre, spostava l’arteria carotidea, erodeva la colonna cervicale e coinvolgeva la vena giugulare e alcuni nervi cranici inferiori.
Le strutture coinvolte sono particolarmente delicate e fondamentali. L’arteria carotidea e la vena giugulare sono tra i principali vasi sanguigni del collo, mentre i nervi cranici interessati controllano funzioni motorie e sensoriali essenziali. Questi elementi aumentano la complessità dell’intervento, che deve evitare danni per preservare la funzionalità neurologica e vascolare.
Tumori di questo tipo difficilmente si rimuovono completamente a causa del rischio di compromettere strutture critiche. La porzione residua, aderente a tessuti vitali, sarà monitorata e potrà essere rimossa in seguito, mantenendo un equilibrio tra radicalità oncologica e sicurezza chirurgica.
Équipe medica e coordinamento multidisciplinare durante l’intervento
L’operazione è stata guidata dal dottor Amedeo Piazza, neurochirurgo, sotto la supervisione del dottor Giancarlo D’Andrea, direttore dell’Unità di Neurochirurgia dell’ospedale Spaziani. Grazie alla collaborazione tra specialisti, l’équipe ha unito competenze diverse per affrontare ogni aspetto della massa e le relative criticità.
Il dottor Paolo Grandinetti, otorinolaringoiatra, ha gestito la parte faringea e tracheale della lesione, fondamentale per mantenere aperte le vie aeree e garantire la funzionalità respiratoria dopo l’intervento. Il contributo dei radiologi interventisti, guidati dal dottor Andrea Wlderk, è stato decisivo per eseguire un’embolizzazione preventiva dell’arteria vertebrale, riducendo il rischio di sanguinamento durante la rimozione.
L’anestesista primario Fabrizio Apponi ha seguito le fasi di anestesia e rianimazione, assicurando stabilità emodinamica durante le lunghe ore in sala operatoria. Le competenze di questi specialisti hanno permesso di gestire le complessità del caso, coordinando aspetti chirurgici, ematici e respiratori.
Interventi di questo tipo richiedono la collaborazione stretta di più reparti. Questo approccio multidisciplinare aumenta le possibilità di successo in operazioni ad alto rischio, riduce la durata della degenza e contribuisce a preservare le funzioni neurologiche.
Tecniche di embolizzazione preventiva e gestione anestesiologica in chirurgia complessa
Prima dell’intervento, i radiologi interventisti hanno effettuato un’embolizzazione selettiva dell’arteria vertebrale coinvolta nel tumore. Questa procedura ha temporaneamente bloccato il flusso sanguigno verso la massa, diminuendo il rischio di emorragie durante la resezione.
L’embolizzazione è una tecnica sempre più utilizzata in tumori molto vascolarizzati, poiché limita il sanguinamento, rende l’intervento più sicuro e facilita la rimozione del tessuto tumorale. Senza questa precauzione, il rischio di complicazioni emorragiche sarebbe stato elevato, mettendo in pericolo la vita della paziente.
Durante tutta l’operazione, durata oltre dieci ore, l’anestesia e la gestione rianimatoria sono state affidate al dottor Fabrizio Apponi. L’anestesista ha mantenuto costante la stabilità emodinamica e respiratoria della paziente, garantendo un supporto vitale essenziale in interventi così lunghi e delicati. Il controllo attento dei parametri vitali ha contribuito a ridurre il rischio di complicanze neurovascolari e ha permesso un risveglio rapido dall’anestesia.
La combinazione tra embolizzazione preventiva e gestione anestesiologica avanzata rende possibili interventi che in passato comportavano un alto rischio di mortalità o invalidità. È un esempio di come la medicina affronti tumori complessi puntando a preservare la qualità di vita.
Esito positivo dell’intervento e condizioni post-operatorie della paziente
L’intervento ha permesso di rimuovere il 98% della massa tumorale. Solo una piccola parte, aderente a strutture fondamentali, è stata lasciata in sede per evitare danni gravi. Quest’area residua sarà monitorata e, se necessario, trattata con ulteriori procedure.
La donna è tornata in reparto il giorno dopo l’intervento, senza deficit neurologici. Un segnale della precisione dell’operazione, considerata la complessità del tumore e la zona coinvolta.
Dopo meno di una settimana, la paziente è stata dimessa in buone condizioni, confermando l’efficacia del percorso terapeutico seguito. L’ospedale Spaziani ha così dimostrato la capacità di gestire casi complessi all’interno del sistema sanitario pubblico locale.
La Direzione della Asl di Frosinone ha evidenziato come l’esperienza e la collaborazione tra professionisti abbiano garantito risultati importanti. Questo episodio conferma il ruolo delle strutture locali nella gestione di emergenze oncologiche complesse, rafforzando la fiducia dei cittadini nel servizio pubblico.
L’intervento rappresenta un passo significativo nella cura dei tumori del basicranio che, grazie a tecniche chirurgiche e di supporto sempre più precise, possono essere trattati con esiti favorevoli anche in presenza di grandi dimensioni e coinvolgimenti anatomici delicati.