Simona Giannangeli sfila con abito palestinese alla Perdonanza Celestiniana Dell’Aquila: un segnale di protesta e impegno politico

Simona Giannangeli Sfila Con A

Simona Giannangeli in abito palestinese alla Perdonanza dell’Aquila, gesto di protesta. - Gaeta.it

Laura Rossi

29 Agosto 2025

Simona Giannangeli, consigliera comunale di minoranza all’Aquila, ha scelto di partecipare alla Perdonanza Celestiniana indossando un abito che riprende i colori e i simboli della bandiera palestinese. Un gesto che ha subito catturato l’attenzione, riaprendo il dibattito sul riconoscimento dello Stato palestinese, anche in un evento tradizionale e religioso come la Perdonanza. Giannangeli è da tempo attiva su questo tema nel panorama politico locale e continua a portare avanti iniziative di sensibilizzazione nelle istituzioni cittadine.

Il gesto di Giannangeli alla Perdonanza: un segnale forte in un evento storico

Durante il corteo della Perdonanza Celestiniana, che si svolge ogni anno all’Aquila e si conclude con l’apertura della Porta Santa, Giannangeli ha sfilato indossando un abito con i colori della bandiera palestinese. In mano aveva anche una maxi-bandiera, ben visibile tra le autorità civili. Un atto carico di significato, soprattutto se si pensa che l’anno scorso la polizia aveva vietato l’ingresso della stessa bandiera durante la manifestazione.

La presenza di Giannangeli si inserisce in un contesto più ampio: la Perdonanza non è solo una festa religiosa, ma anche un momento importante per la cultura e la società aquilana. La sua scelta ha acceso reazioni e acceso i riflettori, soprattutto perché già all’inizio dell’evento era stato esposto uno striscione con la scritta: “La Perdonanza riconosca lo Stato della Palestina – costruiamo la pace – Stop al Genocidio”.

Giannangeli e il suo impegno politico sul tema palestinese a L’Aquila

Da tempo Simona Giannangeli porta avanti un impegno politico chiaro a sostegno dei diritti palestinesi. Negli ultimi mesi ha presentato in Consiglio comunale almeno tre ordini del giorno dedicati alla questione, con un quarto in arrivo. Le sue mozioni cercano di stimolare il dibattito ufficiale e di dare più visibilità al tema nella politica locale.

Indossare un abito con i colori palestinesi in un’occasione pubblica così ufficiale conferma la volontà della consigliera di trasformare la protesta in un segnale visibile e pacifico. In passato aveva anche posizionato una bandiera palestinese sul Gran Sasso, a sottolineare il suo legame con la causa.

Le sue iniziative si inseriscono in un quadro più ampio, dove alcune forze di minoranza a L’Aquila provano a portare temi internazionali nel dibattito cittadino, puntando soprattutto sulla sensibilizzazione tramite eventi pubblici riconosciuti.

Il dibattito sul riconoscimento della Palestina tra politica italiana e locale

L’iniziativa di Giannangeli riflette un tema ancora molto acceso in Italia e in Europa: il riconoscimento ufficiale dello Stato palestinese. A livello nazionale, la questione è delicata, coinvolgendo rapporti diplomatici con Israele e altri Paesi. Però alcune amministrazioni locali hanno scelto di aprire il confronto, presentando appelli e mozioni a favore del riconoscimento.

Anche a L’Aquila, la presenza di simboli e richieste di riconoscimento durante la Perdonanza non è un caso isolato. Diversi gruppi di minoranza hanno colto occasioni importanti per portare avanti la causa palestinese, mettendo al centro temi come i diritti umani, la pace e la giustizia. Lo striscione con cui si è aperto l’evento, che parla di “genocidio” e rivendica il riconoscimento politico, è un esempio concreto di queste pressioni dal basso.

Questa protesta pacifica si inserisce in un confronto più ampio, che vede da un lato chi considera la Perdonanza solo come un momento spirituale e dall’altro chi la interpreta anche come spazio per esprimere posizioni pubbliche su temi internazionali.

La manifestazione di Giannangeli ha quindi riaperto il dibattito sul confine tra cultura religiosa, politica locale e questioni globali, segnando una tappa importante di visibilità per il tema palestinese anche in un contesto tradizionale come quello aquilano.