Nolan e il suo Ulisse: il grecista Massimo Giuseppetti analizza il film cult
Massimo Giuseppetti, docente di Lingua e letteratura greca, ha analizzato l'Odissea di Nolan, evidenziando l'impatto emotivo del film e le sue scelte narrative, inclusa la rappresentazione della caduta di Troia.
Massimo Giuseppetti, docente di Lingua e letteratura greca all’Università Roma 3, ha condiviso le sue impressioni riguardo al film cult di Christopher Nolan, l’Odissea, che ha suscitato interesse tra critici e lettori del poema di Omero. Giuseppetti ha affermato di aver trovato il film molto toccante, in particolare per chi ha dedicato la vita alla lettura di Omero, sottolineando l’impatto emotivo di vedere i personaggi prendere vita, con un particolare apprezzamento per la scena del cane Argo.
Il grecista ha premesso che è complesso collegare eventi storici specifici a Omero, poiché l’opera rappresenta un amalgama di elementi antichi e più recenti. Riguardo all’interpretazione di Ulisse nel film, Giuseppetti ha ritenuto plausibile l’idea di un turbamento post traumatico, ma ha indicato come una delle forze del film sia la rappresentazione della notte della caduta di Troia, un evento non descritto nell’Iliade e solo accennato nell’Odissea. Ha trovato affascinante che il film inizi con la decapitazione della statua di Atena, un atto che simboleggia la caduta della città.
Giuseppetti ha osservato che Nolan sembra aver sovrapposto la figura di Cassandra, vittima di violenza all’altare di Atena, alla dea e alla sua statua, creando un forte impatto visivo. Secondo lui, ciò rinforza l’idea che Ulisse abbia contribuito a eventi atroci a Troia, giustificando il suo turbamento e il desiderio di non tornare, interpretato non come un tradimento della famiglia, ma come un rifiuto di non poter tornare a essere l’eroe che era.
Riguardo all’importanza della caduta di Troia, Giuseppetti ha sottolineato la difficoltà di ricostruire i dettagli storici, citando opere come Le Troiane di Euripide. Ha spiegato che, sebbene la violenza sia stata presente, gran parte delle descrizioni sono successivi rispetto a Omero. Il docente ha suggerito che Nolan possa aver preso ispirazione da Virgilio, in particolare dall’Eneide, dove la presa di Troia viene raccontata dal punto di vista dei Troiani, un’interpretazione significativa poiché per i Greci la caduta rappresentava la fine di un’epoca mitica.
Giuseppetti ha notato che dopo la morte degli eroi di Troia, termina un mondo e ha espresso sorpresa per l’assenza dei Feaci e di Nausicaa nel film. Inoltre, ha trovato discutibile la scelta di rappresentare Ulisse non come un seduttore, una dimensione del personaggio che Nolan ha attenuato. Infine, ha commentato la rappresentazione del cavallo di legno, notando che, sebbene non avesse ruote, l’immagine del cavallo rampante di Nolan possa meglio rappresentare l’idea di uno stratagemma audace.




