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Natasha Lyonne rivela: “L’infanzia ha lasciato il segno, ho un disturbo post-traumatico”

Natasha Lyonne ha discusso della sua carriera e delle sfide personali all'Italian Global Series di Riccione, toccando temi come la creatività, il trauma e la disparità…

Natasha Lyonne rivela: "L'infanzia ha lasciato il segno, ho un disturbo post-traumatico"
Foto: www.ansa.it
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In questo articolo
  1. Il potere dell’autonomia creativa
  2. Un’interazione coinvolgente

Natasha Lyonne ha condiviso la sua esperienza personale e professionale all’Italian Global Series di Riccione, durante un incontro con il critico Oscar Cosulich. L’attrice, sceneggiatrice e regista ha raccontato i suoi esordi nel mondo dello spettacolo, risalenti alla prima audizione che sostenne all’età di quattro anni. “Fare l’attrice da bambina è un peccato originale”, ha dichiarato, ricordando l’emozione di sua madre in quel momento. Ha descritto l’industria come “disgustosa”, caratterizzata da superficialità, e ha accennato al suo atteggiamento complesso nei confronti di essa.

Lyonne ha affrontato temi delicati come il disturbo da stress post-traumatico e la dipendenza, rivelando come la terapia e il programma dei dodici passi le abbiano fornito nuovi strumenti per comprendere il suo passato. “Sono grata perché capisco lo spazio cosmico”, ha affermato, riflettendo sulla sua infanzia e sulle sue origini familiari. Ha descritto la sua identità come un “mosaico di influenze contrastanti”, sottolineando le sue radici e le lingue parlate, tra cui spagnolo, ebraico, inglese e aramaico.

Il potere dell’autonomia creativa

Nel corso dell’incontro, Lyonne ha enfatizzato l’importanza dell’autonomia creativa, citando Russian Doll come il progetto che le ha permesso di affermarsi in questo ambito. Ha ricordato la writers’ room tutta al femminile creata insieme ad Amy Poehler e Leslye Headland, descrivendo l’atmosfera intensa e il senso di autodeterminazione che caratterizzava il gruppo. Ha evidenziato anche la disparità di trattamento tra uomini e donne nell’industria, notando come le donne debbano continuamente giustificare la loro autorevolezza.

Parlando del suo ruolo di produttrice, Lyonne ha rivelato di aver imparato a lasciar andare il controllo sui risultati. “Ho bisogno di uno strato di protezione tra me e il mondo”, ha detto, spiegando come la creatività rappresenti un mezzo per affrontare il trauma. Ha concluso il suo intervento affermando: “Sono qui per imparare”.

Un’interazione coinvolgente

Durante l’incontro con Cosulich, Lyonne si è lasciata andare a un’improvvisazione che ha coinvolto attivamente il pubblico, i giornalisti e gli studenti. Rispondendo a una domanda sulla sua decisione di diventare attrice, ha scherzato: “Non ho ancora deciso, magari martedì sì e poi mercoledì cambierò idea”.

L’autore

Francesco Giuliani è un imprenditore digitale specializzato in intelligenza artificiale, SEO, comunicazione online e sviluppo di piattaforme web. Lavora alla creazione di progetti innovativi per aziende, professionisti ed editori digitali.

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GAETA.IT / IL MAGAZINE

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