Mille giorni dopo l’incendio, la torre di via antonini a Milano si prepara a rinascere con la ricostruzione e un processo in corso

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Via Antonini a Milano, la torre distrutta dall’incendio si prepara alla ricostruzione. - Gaeta.it

Armando Proietti

30 Agosto 2025

La torre di via Antonini, un grattacielo di 18 piani nel cuore di Milano, è stata protagonista di un incendio nel 2021 che ha ridotto in cenere l’edificio e lasciato senza dimora 82 famiglie. A quattro anni da quel rogo devastante, la struttura sta tornando a nuova vita, ma con un percorso ancora segnato da un procedimento giudiziario che vede 13 imputati accusati di responsabilità nella scelta dei materiali combustibili che hanno alimentato il fuoco. Intanto la ricostruzione procede, e la torre cambierà nome, simbolo di un passato doloroso e di una nuova speranza.

I fatti dell’incendio e la distruzione della torre del moro

La notte del 29 agosto 2021 ha segnato un punto di svolta nella vita dei residenti della torre di via Antonini, spesso chiamata torre del moro. Il rogo, divampato rapidamente, ha coinvolto il rivestimento esterno dell’edificio, provocando l’evacuazione immediata e la perdita delle abitazioni a 82 famiglie. Gli interventi dei vigili del fuoco, ripresi in video filtrati dagli stessi inquilini, mostrano le chiamate di emergenza e l’entità delle fiamme che hanno inghiottito l’intera struttura verticale, rendendo inagibili tutti gli appartamenti.

La rapidità con cui l’incendio si è propagato è stata attribuita principalmente ai pannelli esterni del palazzo, che sono risultati altamente infiammabili. Questi materiali hanno contribuito a trasformare un principio d’incendio in una tragedia abitativa senza precedenti a Milano, con gravi conseguenze sociali per gli inquilini coinvolti. Molte famiglie sono state costrette ad abbandonare non solo il tetto sopra la testa, ma anche una parte importante della loro quotidianità.

Il processo contro progettisti, costruttori e fornitori: l’accusa di scelte per risparmiare sui materiali

A quattro anni dall’incendio, la magistratura ha avviato un procedimento penale con 13 soggetti coinvolti, tra progettisti, costruttori e fornitori dei materiali impiegati per la torre. L’accusa, guidata dalla pm Marina Petruzzella, punta il dito contro la scelta dei pannelli Larson PE, prodotti dall’azienda Alucoil, che hanno favorito la propagazione delle fiamme.

Secondo l’inchiesta, quei materiali sono stati scelti per contenere i costi di realizzazione, compromettendo però la sicurezza dell’edificio. La scelta sbagliata ha avuto ripercussioni dirette sugli abitanti, esponendoli a gravi rischi senza un’adeguata protezione antincendio. Una serie di errori e negligenze emergono dal processo, concentrato sulle responsabilità precise di chi ha costruito e progettato la torre, nonché di chi ha fornito i pannelli esterni.

Questa vicenda si inserisce in un contesto più ampio dove la sicurezza degli edifici residenziali è diventata una tema centrale, ricordando casi analoghi come l’incendio della Grenfell Tower di Londra. I rischi legati al rivestimento esterno degli edifici alti hanno spinto a interrogarsi sul controllo e sulle normative vigenti, che secondo diversi esperti e associazioni risultano ancora insufficienti per garantire la sicurezza di milioni di persone.

La ricostruzione della torre della seta e il ritorno degli abitanti nelle villette del complesso

Nonostante le difficoltà del passato, è iniziata la ricostruzione della torre, che sarà ribattezzata “torre della seta” per segnare una sorta di nuova partenza. L’edificio, che ospitava tanti nuclei familiari, dovrebbe tornare disponibile il prossimo anno, una data auspicata dopo anni di disagio per gli abitanti.

Oltre alla torre stessa, alcune famiglie hanno potuto rientrare nelle villette che fanno parte dello stesso complesso. Per altre abitazioni i lavori devono ancora essere completati, ma le operazioni proseguono per restituire integrazione e stabilità al quartiere colpito. La ricostruzione rappresenta un investimento concreto per ricostruire una comunità messa a dura prova dal disastro.

La scelta del nuovo nome rispecchia anche il desiderio di chi ha subito la perdita delle proprie case di voltare pagina, pur mantenendo viva la memoria di quanto accaduto. Attorno a questo cantiere si muovono le aspettative di chi spera di non rivivere mai più una simile emergenza abitativa, con strutture edili che rispettino i più rigorosi standard di sicurezza.

Le polemiche degli inquilini e la mancanza di miglioramenti nelle norme antincendio e nella gestione delle emergenze

A distanza di quattro anni dall’incendio, il comitato degli inquilini ha espresso un sentimento di frustrazione verso le istituzioni e le normative vigenti. Mirko Berti, rappresentante del comitato, ha sottolineato la delusione per l’assenza di interventi concreti volti al miglioramento delle norme antincendio e più in generale alla sicurezza degli edifici residenziali.

Il comitato ha criticato anche la risposta alle emergenze abitative, che in casi come quello della torre di via Antonini appare insufficiente. Molte famiglie si sono trovate a dover affrontare un periodo prolungato di incertezza e difficoltà senza un supporto adeguato. La memoria di quell’estate del 2021 rimane un monito per chi si occupa di pianificazione urbana e sicurezza, mentre cresce la pressione affinché si adottino provvedimenti più stringenti.

Sui social, gli abitanti hanno condiviso ricordi dolorosi dell’incendio, pubblicando video originali dei soccorsi e delle telefonate arrivate ai vigili del fuoco. Attraverso queste testimonianze digitali, la vicenda continua a suscitare attenzione e spinge alla riflessione su come prevenire in futuro eventi simili.

La questione della torre di via Antonini mette in luce una sproporzione fra le norme esistenti e i rischi reali, spingendo a ripensare le strategie per la sicurezza degli edifici alti, la scelta dei materiali e la rapidità di risposta in situazioni di emergenza. Fare tesoro di questa esperienza è fondamentale per garantire protezione ai cittadini e ridurre i pericoli legati all’edilizia abitativa.