Trump propone l’uso di aerei americani come garanzia per fermare la guerra tra Russia e Ucraina

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Trump suggerisce aerei USA come garanzia per la pace tra Russia e Ucraina - Gaeta.it

Sara Gatti

31 Agosto 2025

Donald Trump ha rilanciato la sua disponibilità a mettere in campo aerei statunitensi come forma di garanzia per spingere verso una soluzione della guerra in Ucraina, un conflitto che continua a mietere vittime soprattutto tra i giovani soldati. Intervenuto in un’intervista al Daily Caller, l’ex presidente Usa ha spiegato che, pur non essendo direttamente coinvolti militari americani, vorrebbe vedere la fine delle perdite settimanali, che secondo lui si attestano tra cinquemila e settemila. Trump ha ipotizzato di far volare velivoli americani per assicurare la sicurezza, un ruolo che in primo luogo interesserebbe gli europei ma a cui anche gli Stati Uniti contribuirebbero.

La proposta di garanzie di sicurezza con aerei statunitensi e l’idea di un incontro trilaterale

Donald Trump ha dichiarato che sarebbe disposto a impiegare aerei americani come garanzia di sicurezza per facilitare la cessazione del conflitto tra Russia e Ucraina. Ha evidenziato l’urgenza di fermare la morte di migliaia di giovani soldati, anche se l’esercito Usa non è direttamente coinvolto negli scontri. L’ex presidente ha specificato che in questo quadro gli europei avrebbero un ruolo primario, ma che gli Stati Uniti sarebbero pronti a fornire aiuto concreto.

Quanto agli incontri diplomatici, Trump ha definito improbabile un faccia a faccia diretto tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky nel breve periodo. Al contrario, ha espresso la speranza che si possa organizzare un incontro trilaterale che lo coinvolga personalmente insieme ai leader russo e ucraino. Ha spiegato che i negoziati bilaterali sembrano fuori portata al momento, ma si mostra più ottimista rispetto a una trilaterale, pur sottolineando che in molti casi le parti non sono pronte a parlare.

È emerso, infine, che Trump avrebbe sostenuto l’idea di dislocare peacekeeper cinesi in Ucraina, idea però subito smentita dalla Casa Bianca. Questa posizione si inserisce in un contesto diplomatico complesso dove la Cina appare come un interlocutore controverso per l’Occidente.

Il contesto militare e diplomatico attorno alla guerra in ucraina

Il conflitto continua senza segni di allentamento, con attacchi russi che colpiscono anche obiettivi simbolici nella capitale ucraina. Gli assalti hanno preso di mira strutture significative come la sede dell’Unione Europea e del British Council a Kiev, inviando un chiaro messaggio di forza da parte di Mosca. La situazione sul terreno si mantiene difficile, con scontri costanti e pesanti perdite umane sul fronte ucraino.

Sul piano diplomatico, il summit diretto tra Putin e Zelensky sembra ancora lontano, nonostante i vari tentativi di mediazione internazionali. Paesi europei spingono per mantenere forti sanzioni contro la Russia, fra cui l’ipotesi di interrompere l’acquisto di petrolio e gas. Si registra inoltre un’escalation delle richieste di un confronto più serrato con Mosca da parte dell’Occidente.

La guerra, pur senza l’ingresso diretto degli Stati Uniti nella linea del fuoco, resta un tema caldo dove ogni passo verso una possibile tregua incontra difficoltà evidenti.

La posizione degli alleati europei e la controversia sulle truppe cinesi

Tra gli alleati dell’Occidente si delineano posizioni differenti sul modo di gestire la crisi. Mentre si mostra un sostegno pubblico agli sforzi di pace, restano alte le tensioni sull’applicazione delle sanzioni economiche. Alcuni Paesi sono favorevoli a intensificare la pressione su Mosca, valutando anche iniziative come imposte su beni importati da India e Cina.

La presenza della Cina nel gioco diplomatico suscita forti divisioni. Putin ha avanzato la proposta di usare truppe cinesi come peacekeeper in Ucraina; Trump avrebbe espresso favore per questa idea, ma la posizione è stata respinta fermamente da Kiev e da molti capitali europee. Il motivo principale riguarda il sostegno cinese alla Russia nell’invasione, che rende difficile considerarla un partner neutrale per il mantenimento della pace.

L’ipotesi delle truppe cinesi ha generato un ampio dibattito sull’effettiva funzione e obiettivi di tali missioni, con molti osservatori scettici sulle reali possibilità che questo ruolo venga accettato da tutte le parti in causa.

L’offerta di Trump di mettere a disposizione mezzi americani come garanzia per un accordo di pace si inserisce in un contesto delicato e complesso, dove le dinamiche diplomatiche e militari continuano a evolversi senza soluzioni pratiche nel breve termine. Il nodo dei negoziati resta la disponibilità e la volontà dei protagonisti sul terreno, insieme alla gestione degli interessi internazionali coinvolti.