Marenzi: la fusione tra Paramount e Warner potrebbe causare danni significativi

Marenzi: la fusione tra Paramount e Warner potrebbe causare danni significativi
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di Redazione Gaeta.it

Gary Marenzi ha criticato la potenziale fusione tra Paramount Skydance e Warner Bros Discovery, avvertendo di possibili licenziamenti e rischi per la libertà di stampa. L'operazione è attualmente rinviata al 2027 a causa di una causa legale.

Gary Marenzi, ex presidente di Paramount International Television e MGM Worldwide Television, ha espresso un giudizio severo riguardo alla possibile fusione tra Paramount Skydance Corporation e Warner Bros Discovery, un’operazione valutata 110 miliardi di dollari. Ha definito l’eventualità un “disastro”.

Marenzi ha avvertito che una fusione di questo tipo potrebbe comportare il licenziamento di 6-7 mila persone e mettere in pericolo la libertà di stampa. Ha sottolineato come, sotto la presidenza di Trump, Paramount si sia orientata a destra, e una fusione potrebbe condurre a una diminuzione dell’imparzialità nell’informazione. L’ex presidente ha inoltre riferito che molti scrittori e produttori di Hollywood si oppongono all’operazione, ritenendo poco chiaro l’obiettivo, che potrebbe includere la vendita di diverse divisioni aziendali.

Attualmente, la fusione è stata rinviata al 2027 a causa di una causa intentata da una coalizione di procuratori generali statali in rappresentanza di 12 Stati, presso la Corte Distrettuale Settentrionale della California. Questa operazione, se realizzata, concentrerebbe sotto un’unica entità importanti media, tra cui Cnn, Warner Bros. Pictures e il servizio di streaming Hbo Max.

Marenzi, che ha una casa di produzione e sta lavorando a un film basato sulla leggenda della “Dama Bianca”, ha notato che il panorama della produzione cinematografica è suddiviso tra film di grande budget, che superano i 100 milioni di dollari, e pellicole che costano meno di 10 milioni. Ha osservato che, attualmente, pochi film vengono realizzati nella fascia di costo tra 10 e 100 milioni di dollari.

Ha anche commentato l’impatto degli streamer come Disney e Netflix, che offrono film usciti al cinema solo 45 giorni prima. Secondo Marenzi, il costo dei biglietti e la qualità dei televisori moderni influenzano le scelte del pubblico, che tende a preferire la visione domestica. Infine, ha riconosciuto la presenza di numerosi film indipendenti, ma ha evidenziato che spesso non trovano un distributore, forse a causa della loro natura di nicchia o artistica.

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