Jonathan Anderson presenta le sue pieghe nella sfilata di alta moda Dior

Jonathan Anderson presenta le sue pieghe nella sfilata di alta moda Dior
Jonathan Anderson presenta le sue pieghe nella sfilata di alta moda Dior
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Francesco Giuliani

di Francesco Giuliani

La nuova collezione di Haute Couture di Christian Dior, firmata da Jonathan Anderson, trae ispirazione dall'arte di Lynda Benglis, unendo moda e scultura in un contesto innovativo.

La collezione di Haute Couture Autunno/Inverno 2026-27 di Christian Dior, diretta da Jonathan Anderson, si ispira all’arte contemporanea di Lynda Benglis, artista americana nota per aver sfumato i confini tra pittura e scultura. Le opere di Benglis, spesso considerate informi, riflettono l’impegno totale dell’artista verso la sua creatività. Questa non è la prima volta che Anderson trae ispirazione da Benglis, avendo già esplorato il suo lavoro durante il suo incarico presso Loewe. In questa occasione, l’arte si allinea con un giardino di felci ricreato nel verde del Museo Rodin, dove fiori multicolori arricchiscono le mise eccentriche e i disegni floreali adornano le pochette rigide.

Anderson ha citato l’artista, sottolineando il suo approccio dedicato al lavoro in atelier, definito come il proprio laboratorio. La collezione si propone come una risposta all’opera di Benglis, combinando alta moda e scultura. I capi presentano tessuti agugliati e forme scultoree, come cappottini realizzati con un tessuto che si trasforma da lana a organza verso l’orlo. Un cappotto rosso, completamente plissettato, richiama la linea ad A della prima collezione di Yves Saint Laurent per Dior del 1958, mentre un cappotto verde si ispira al taglio della celebre giacca “Bar” del New Look, con un orlo di frange che arriva a metà polpaccio.

Riferimenti all’arte di Benglis

La collezione include anche abiti e accessori che richiamano la collezione Eridano di Benglis del 1984. I cappelli in tessuti laminati presentano forme aerodinamiche e colori metallici, mentre le borse plissettate in oro con grandi fiocchi e gli abiti completamente plissettati si riflettono nelle forme scultoree dell’artista. Benglis, negli anni Ottanta, aveva lavorato con metallo, filo metallico e materiali leggeri, creando opere che apparivano come nodi o nastri piegati, distaccandosi dalle sue precedenti creazioni più pesanti. Eridanus, una delle sue opere, fluttua sulla superficie del muro con la leggerezza di un fiore di carta.

La collezione di Jonathan Anderson per Christian Dior rappresenta quindi un significativo connubio tra moda e arte contemporanea, arricchendo l’heritage della maison con influenze innovative e audaci.

Fonte: www.ansa.it

Francesco Giuliani

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