Estate e caldo: l’importanza di idratarsi in ufficio

Estate e caldo: l'importanza di idratarsi in ufficio
Estate e caldo: l’importanza di idratarsi in ufficio
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Francesco Giuliani

di Francesco Giuliani

Un'indagine di Ipsos per Culligan rivela che l'80% dei lavoratori non si idrata adeguatamente in ufficio, spesso a causa di distrazioni e scarsa disponibilità di acqua.

Con l’arrivo della stagione estiva, l’importanza dell’idratazione si riafferma come un tema cruciale, specialmente in contesti lavorativi dove spesso l’accesso a fonti d’acqua adeguate è limitato. L’innalzamento delle temperature aumenta il bisogno di liquidi, eppure si rileva che l’idratazione è una delle abitudini più trascurate dai lavoratori.

Una recente indagine condotta da Ipsos per Culligan ha rivelato che quasi l’80% dei lavoratori non si idrata a sufficienza in ufficio, con molti che ammettono di dimenticarsi di bere regolarmente. Tra le cause di questa mancanza non ci sono solo le distrazioni e i ritmi frenetici, ma anche la scarsa disponibilità di punti acqua. La situazione è ulteriormente complicata negli ambienti climatizzati, dove si verifica una disidratazione “silenziosa”, in cui la sensazione di sete diminuisce, pur continuando la perdita di liquidi, con effetti negativi su energia, concentrazione e benessere generale.

La qualità dell’acqua e l’importanza dell’idratazione

Silvia Ambrogio, nutrizionista, sottolinea che “l’acqua è fondamentale per il nostro organismo, regolando la temperatura corporea e favorendo la digestione”. La corretta idratazione è cruciale in tutte le età, ma diventa essenziale durante i periodi caldi, poiché anche una leggera disidratazione può influenzare negativamente la concentrazione e il rendimento lavorativo. Bere regolarmente, senza attendere la sete, è un gesto semplice ma significativo per il benessere quotidiano.

Inoltre, cresce l’attenzione sulla qualità dell’acqua consumata. Il 76% degli italiani esprime preoccupazione per la sicurezza dell’acqua che beve, evidenziando timori riguardo alla presenza di calcare, microplastiche e altre sostanze inquinanti. Questa crescente sensibilità si accompagna a una maggiore consapevolezza sull’impatto ambientale dell’uso di bottiglie di plastica.

Giorgio Temporelli, esperto in tecnologie per il trattamento dell’acqua, avverte che “l’acqua del rubinetto, pur rispettando i parametri normativi, può contenere contaminanti invisibili”. La qualità percepita dell’acqua influisce direttamente sulle scelte dei consumatori: un’acqua filtrata e gradevole invoglia a bere di più, aumentando così l’assunzione di liquidi.

In ambito lavorativo, quasi il 90% dei dipendenti considera importante che il proprio datore di lavoro fornisca acqua di qualità, percepita come un benefit aziendale che migliora la soddisfazione e il benessere. A livello domestico, l’uso di acqua in bottiglia è ancora prevalente, con il 79% degli italiani che la utilizza regolarmente. Tuttavia, il 25% ha già adottato sistemi di filtrazione domestica, con una percentuale superiore al 30% tra Millennials e Gen Z, indicando un cambiamento culturale verso scelte più sostenibili.

Francesca Biagini, Marketing Director di Culligan Italia, afferma che “idratare non significa solo bere di più, ma avere accesso a un’acqua di qualità, sicura e facilmente disponibile”. Le giovani generazioni mostrano una crescente attenzione verso la sostenibilità e la qualità dell’acqua, evidenziando come soluzioni pratiche possano migliorare il benessere quotidiano.

Fonte: www.ansa.it

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