Domus De Janas in Sardegna: 3500 tombe preistoriche tra necropoli e sepolture isolate
Le domus de janas sono una delle tracce più importanti delle pratiche funerarie e sociali del Neolitico in Sardegna. Si tratta di tombe scavate nella roccia, concentrate soprattutto nella parte centro-settentrionale dell’isola, con circa 3500 strutture censite tra ipogei isolati e grandi necropoli. Queste tombe richiamano, nell’architettura, gli spazi abitativi dei vivi, svelando molto sull’evoluzione culturale delle comunità preistoriche che le hanno realizzate.
Dove si trovano e quante sono le domus de janas in Sardegna
In Sardegna le domus de janas sono soprattutto nella zona centro-settentrionale, sparse sia singolarmente sia in gruppi che formano veri e propri complessi funerari. In totale se ne contano circa 3500, un numero che supera di gran lunga quello di altre aree del Mediterraneo dove si trovano sepolture simili. I raggruppamenti più grandi si trovano ad Anghelu Ruju, vicino ad Alghero, con 36 ipogei; Pani Loriga, vicino a Santadi; Sant’Andrea Priu a Bonorva; e Puttu Codinu, nel territorio di Villanova Monteleone.
Oltre a queste necropoli più estese, in Sardegna ci sono anche altri gruppi di domus de janas più piccoli ma di grande interesse archeologico. Per esempio, il complesso di Pimentel, nella Trexenta, è ancora parzialmente interrato e non completamente scavato, segno che le ricerche sono tutt’altro che concluse. Spesso questi siti funerari sono legati a insediamenti abitativi o a luoghi di culto del Neolitico, mettendo in luce il legame stretto tra vita quotidiana e pratiche funerarie delle antiche popolazioni.
Nasce Food for Future Festival: il nuovo magazine che racconta il cibo come cultura, territorio e futuro
A San Valentino Nemi si illumina di fiabe: concerto gratuito a lume di candela il 13 febbraio
Ostia – Un murales che celebra Eglantyne Jebb: il tributo a una pioniera dei diritti dei bambini
Operazione Vimibe: il Made in Italy torna protagonista nel mercato turistico venezuelano
Tra Trento e l’Indiana: il viaggio di Matteo Conci, il portiere che ha reinventato il ruolo dagli undici metri
Come sono fatte e decorate le tombe preistoriche
Le domus de janas mostrano strutture complesse e decorazioni che si rifanno sia all’architettura delle case dei vivi sia alle credenze religiose di allora. Sono la più grande espressione di architettura funeraria sotterranea del Mediterraneo occidentale, risalenti dal Neolitico medio I, intorno al 5000 a.C., fino all’inizio della civiltà nuragica.
Molte tombe sono collegate tra loro, formando vere e proprie necropoli sotterranee. Questi complessi spesso hanno un corridoio d’ingresso comune che porta a un’anticamera. In certi casi questa stanza è piuttosto ampia e ha un soffitto alto, una scelta che fa pensare a funzioni rituali o spazi per raduni collettivi. Almeno 210 domus de janas sono decorate con simboli legati ai riti e alle credenze dell’epoca. Queste decorazioni sono testimonianze rare e preziose della cultura prenuragica sarda, un patrimonio unico sulle usanze funerarie e i rituali religiosi difficilmente riscontrabile altrove.
In sostanza, le domus de janas della Sardegna offrono uno spaccato straordinario su come questi antichi popoli vedevano la morte e il rapporto con i defunti, insieme a dettagli concreti sulla loro vita e sulle strutture abitative, rimaste scolpite nella pietra per migliaia di anni.
