Crescita della cultura ozempica: la sfida alla body positivity
Il movimento body positivity, nato negli anni '90, sta affrontando sfide a causa dell'aumento dell'uso di farmaci per la perdita di peso come Ozempic, influenzando le norme sociali sulla bellezza.
Il movimento body positivity, che promuove l’accettazione di tutti i corpi indipendentemente da peso, forme e abilità, ha portato a politiche di inclusione nel settore della moda e della comunicazione, come l’abbandono delle sfilate con modelli di una sola taglia. Questo movimento, iniziato nel 1996 dalla psicoterapeuta Elizabeth Scott e da Connie Sobcza con il sito The Body Positive, ha guadagnato popolarità intorno agli anni 2010. Tuttavia, sta subendo un’influenza negativa a causa della crescente diffusione della cultura ozempica.
I farmaci a base di semaglutide, come Ozempic, approvati in Italia e in Europa per il trattamento del diabete mellito di tipo 2, sono sempre più utilizzati off-label come soluzioni rapide per la perdita di peso, soprattutto negli Stati Uniti. Questi farmaci, che richiedono solo un’iniezione sottocutanea settimanale, mimano l’ormone GLP-1 prodotto dall’intestino post-prandiale. Nonostante i medici abbiano messo in guardia riguardo agli effetti collaterali e all’uso improprio, la loro popolarità continua a crescere, con un numero crescente di celebrity che mostrano risultati visibili, come Charlize Theron e Ariana Grande.
“Ozempic Culture” descrive il passaggio dei farmaci GLP-1 dalla medicina clinica alla cultura pop, alterando le norme sociali relative al corpo e alla bellezza. Questa tendenza sta normalizzando l’uso di farmaci per la perdita di peso, minando i progressi nella body positivity e riaccendendo le pressioni della cultura della dieta. Gli standard culturali stanno tornando a favorire la magrezza estrema, causando una diminuzione della rappresentanza delle taglie forti e della moda inclusiva. Molti individui in buona salute utilizzano questi farmaci per risultati estetici rapidi, affrontando rischi come nausea e perdita di massa muscolare. Inoltre, i costi elevati limitano l’accesso a queste terapie, creando disparità tra le diverse fasce sociali.
La prova costume, un concetto messo da parte negli scorsi anni, sta tornando nell’estate del 2026 con un focus farmacologico. Se prima si parlava di diete e rinunce, oggi il discorso pubblico include termini come GLP-1 e semaglutide. I farmaci, nati per condizioni cliniche, sono diventati oggetto di conversazione sociale, generando una tensione tra il desiderio di magrezza e i rischi associati all’uso di farmaci. Recenti dati indicano che nel 2024 i consumi privati di analoghi GLP-1 in Italia sono aumentati del 78,7%, con una spesa privata per semaglutide che ha raggiunto 55,3 milioni di euro.
Il cortocircuito culturale è evidente: due italiani su tre si sentono a disagio nell’esporsi d’estate e una percentuale significativa non è soddisfatta della propria immagine corporea. Tra i giovani, il disagio aumenta, con il 76% che si allena per migliorare la propria forma fisica. In tutto il mondo, 16 milioni di persone convivono con disturbi alimentari, e in Italia si stimano oltre 3 milioni di casi. L’estate del 2026 riflette una società in cui la fame è diventata un parametro e la magrezza è un mercato, con il farmaco che può rappresentare una cura ma anche una pressione sociale.
Il valore globale del mercato delle diete è previsto crescere notevolmente, con un ritorno dell’ossessione per la magrezza e la performance corporea. Quattro persone su cinque riconoscono l’influenza dei social media sul rapporto tra cibo e corpo, contribuendo a costruire identità e modelli di riferimento. La Dott.ssa Agnese Cannistraci, psicoterapeuta, sottolinea come il profilo più vulnerabile sia quello delle donne tra i 20 e i 35 anni, esposte agli standard estetici dominanti e soggette a disagio che può manifestarsi in vari modi.
Ogni epoca ha i propri ideali di bellezza. Oggi, la pressione sociale per raggiungere un corpo ideale è forte, e farmaci come Ozempic, inizialmente destinati al trattamento del diabete, sono diventati simboli di una nuova economia del corpo. La società contemporanea sembra essere ossessionata dall’idea di magrezza, con film e libri che esplorano questa tematica e farmaci GLP-1 che diventano oggetti di culto.
L’impatto dell’era Ozempic si fa sentire in vari settori, dalla moda alla ristorazione. L’obesità è considerata uno dei principali problemi sanitari del XXI secolo, con un’alta percentuale di adulti in sovrappeso negli Stati Uniti. I farmaci GLP-1 rappresentano una delle soluzioni più promettenti per il controllo del peso, anche se il loro uso è limitato in molti mercati. Una ricerca di Mintel ha evidenziato che il 15% degli adulti statunitensi attualmente cerca di controllare il peso utilizzando questi farmaci.
Le aziende alimentari e dei prodotti di bellezza stanno già adattando le loro offerte per rispondere a questa nuova era. Marchi come Abbott e Herbalife stanno lanciando prodotti nutrizionali per supportare chi utilizza GLP-1, mentre ristoranti offrono menù con porzioni ridotte. L’effetto Ozempic si riflette anche nel mercato degli snack, con una crescente creatività nel soddisfare le esigenze dei consumatori. L’idea di “meno, ma meglio” sta guadagnando terreno, con l’emergere di prodotti alimentari ricchi di nutrienti pensati per chi consuma meno calorie.




