Casting e preparativi: il percorso delle modelle prima della sfilata
Il processo di selezione per le modelle alla Fashion Week di Parigi è complesso e competitivo, con preparazione rigorosa e frequenti rifiuti. Le agenzie gestiscono le candidature per le sfilate.
Il percorso di selezione per i modelli che aspirano a calcare le passerelle della Fashion Week di Parigi è un vero e proprio cammino a ostacoli. La pazienza è fondamentale, come conferma Benjamin Conan, un giovane attore che ha recentemente intrapreso la carriera nel mondo della moda. Secondo lui, i “no” superano di gran lunga i “sì”. Prima di ogni casting, si prepara con disciplina, seguendo una routine che comprende meditazione, idratazione e attività fisica. Ha firmato un contratto con la Dream Model Agency e sa bene quanto sia competitivo il settore, dove un’opportunità può cambiare tutto.
Anche Kenza Thiam, ventunenne modella, ha dovuto imparare a gestire le delusioni legate ai casting. Ha iniziato la sua carriera qualche anno fa e ora si dedica con maggiore impegno alla moda. Thiam sottolinea che è importante abituarsi ai rifiuti, poiché le opportunità non sono così frequenti e dipendono dalle tendenze e dalle esigenze specifiche delle sfilate.
I giorni che precedono la Fashion Week sono caratterizzati da un ritmo frenetico. Dopo la pubblicazione del calendario delle sfilate, le agenzie propongono le loro modelle ai casting director, che eseguono una preselezione seguita da prove per verificare la corrispondenza con le richieste degli stilisti. La prova abiti è una fase cruciale, ma non garantisce il successo finale.
Anastasia Gormala, modella russa, evidenzia l’alta competizione durante i casting. Prepararsi non solo fisicamente ma anche mentalmente è essenziale. Gormala vive in Francia da tre anni e cerca di mantenere un atteggiamento positivo, aspettando con pazienza l’esito delle audizioni. Questa incertezza è condivisa da Margarita Gambles e Lydia Burns, fondatrici dell’agenzia barcellonese The Gamblers, che lavorano anche come modelle.
Nonostante il rigoroso processo di selezione, l’agenzia conta circa 25 talenti, tra cui Jonathan Masher, un ventenne sudafricano in cerca di opportunità nel settore. Masher sottolinea che essere rappresentati da un’agenzia significa ricevere fiducia nelle proprie capacità. L’esperienza delle fondatrici di The Gamblers è una risorsa preziosa per comprendere le dinamiche del settore.
Gambles spiega che molti modelli credono che la camminata sia l’unico aspetto importante, ma in realtà il primo impatto con il casting director è fondamentale. Tuttavia, anche se si fa una buona impressione, non si ha mai la certezza di sfilare, fino al momento in cui non si è realmente in passerella.
Fonte: www.ansa.it




