Camille Delamarre dirige “Bugatti: The Final Race”, film su Ettore Bugatti
Camille Delamarre dirigerà "Bugatti: The Final Race", un film sulla vita di Ettore Bugatti, con produzione di Andrea Iervolino. Le riprese inizieranno nel 2025, utilizzando auto autentiche.
Camille Delamarre dirigerà il film “Bugatti: The Final Race”, che si ispira alla vita di Ettore Bugatti, fondatore del celebre marchio automobilistico. La produzione è affidata a Andrea Iervolino, che ha annunciato il progetto attraverso The Andrea Iervolino American Company.
Il film si basa su un soggetto originale di Iervolino, noto per aver già portato sul grande schermo storie di Lamborghini, Ferrari e Maserati. La sceneggiatura è stata scritta da Iervolino stesso insieme ad Alberto Ferrari, e il progetto Bugatti è in sviluppo dal 2025.
La trama sarà ambientata nel 1947, a Parigi, dove Ettore Bugatti trascorre gli ultimi mesi della sua vita in un appartamento che rappresenta un connubio tra passato e presente. Il protagonista si prepara a affrontare l’ultima corsa della sua esistenza, quella per recuperare la sua fabbrica di Molsheim e il nome che gli sono stati sottratti.
Per Andrea Iervolino, questo film segna la conclusione di un percorso iniziato con “Lamborghini The Man Behind the Legend” nel 2022 e proseguito con “Ferrari” di Michael Mann e “Maserati: The Brothers”.
Delamarre, che ha costruito la sua carriera attorno al tema del movimento e della velocità, ha alle spalle esperienze significative nel cinema d’azione, avendo lavorato come montatore e regista in vari film, tra cui “Brick Mansions” e “The Transporter Refueled”. Attualmente, è anche coinvolto nel progetto “The Godforsaken Sea”.
Iervolino ha sottolineato che Bugatti rappresenta un’arte applicata al motore, descrivendo il protagonista come un artista che ha vissuto una tragedia personale. Delamarre ha espresso il suo legame con la leggenda di Bugatti e ha trovato nella sceneggiatura un film che dà vita alle automobili come personaggi.
Le riprese avverranno utilizzando automobili autentiche in location reali, poiché Delamarre ritiene che non si possa replicare il suono di un motore otto cilindri del 1939. Ha inoltre evidenziato l’importanza della relazione tra padre e figlio nella narrazione, due figure che cercano la stessa perfezione ma da percorsi opposti.




