Beppe Carletti: a 80 anni sogna una fiction e un ritorno a Sanremo
Beppe Carletti, fondatore dei Nomadi, festeggia 80 anni il 12 agosto. La band, attiva da 63 anni, è la più longeva in Italia e seconda nel mondo.
Beppe Carletti, fondatore e tastierista dei Nomadi, compie 80 anni il 12 agosto. “Suonare quasi ogni sera in un posto diverso è la mia vita”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza del movimento per il gruppo. Carletti ha anche affermato che la band, con 63 anni di carriera, è la più longeva in Italia e la seconda nel mondo, dopo i Rolling Stones. “Negli ultimi anni ho visto una partecipazione incredibile ai nostri concerti”, ha aggiunto.
Tra i sogni di Carletti, c’è l’idea di una fiction sulla sua vita e il desiderio di tornare al Festival di Sanremo per celebrare il record del gruppo. Tuttavia, non sembra avere fretta di realizzarli, essendo già soddisfatto del suo percorso artistico.
La carriera musicale di Carletti è stata accompagnata da un forte impegno sociale. Nel 2012, ha organizzato il Concerto per l’Emilia, a seguito del terremoto che ha colpito la regione, raccogliendo quasi 1,2 milioni di euro per la ricostruzione di ospedali. Ha anche partecipato a missioni umanitarie e ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio ‘Artisti per la Pace’ e l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica.
Carletti ha avuto la possibilità di incontrare molte personalità di spicco, da Giovanni Paolo II al Dalai Lama, e ha dichiarato che la musica ha la forza di avvicinare le persone. Nel suo ufficio, conserva con cura i ritratti di Augusto Daolio, il primo cantante del gruppo.
Il legame tra il gruppo e il pubblico è descritto come speciale, caratterizzato da una condivisione dei valori e della ricerca di autenticità. Carletti ha espresso il desiderio di raccontare in un film l’incontro con Daolio, una figura fondamentale nella storia dei Nomadi.
La musica occupa un posto centrale nella vita di Carletti. “Credo che sia la medicina migliore”, ha affermato, esprimendo tristezza per la recente perdita di amici come don Mazzi e Francesco Guccini. Durante i concerti, il gruppo inizia con “Noi non ci saremo”, una delle canzoni scritte da Guccini, e include brani storici come “Auschwitz” e “Canzone per un’amica”.
“Quello che siamo oggi è il risultato di tutti gli artisti che hanno fatto parte dei Nomadi”, ha dichiarato Carletti, sottolineando che, sebbene alcuni non siano più con noi, il loro spirito continua a vivere nella musica del gruppo.




