A Napoli, nella zona di Coroglio, è stato sequestrato un lido abusivo che si estende su circa diecimila metri quadrati. L’area è completamente vietata, sia per la balneazione che per l’accesso pedonale, ma nonostante questo qui operava una struttura che incassava in nero, attirando l’attenzione delle forze dell’ordine. Nell’operazione congiunta sono finite nei guai tre persone e sequestrate oltre 520 attrezzature da spiaggia. La scoperta riapre il dibattito sulla gestione delle spiagge pubbliche a Napoli e sulla diffusione di attività illegali, spesso legate alla criminalità organizzata.
Sequestrato un lido abusivo a Coroglio: cosa è successo
Il 27 agosto 2025, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto e Carabinieri hanno messo sotto sequestro un vasto stabilimento balneare abusivo a Coroglio, nella parte occidentale di Napoli. L’area è soggetta a un divieto totale di balneazione e di accesso pedonale, motivato da ragioni di sicurezza e tutela ambientale. Nonostante ciò, il lido era attivo, trasformando uno spazio pubblico in un’attività privata e irregolare.
Durante il blitz sono state sequestrate oltre 520 attrezzature – lettini, ombrelloni e sdraio – usate per l’attività illegale, che secondo le indagini fruttava fino a 3mila euro al giorno in contanti. Un’economia sommersa che andava avanti da mesi in un’area vietata. Tre persone sono state denunciate per la gestione e l’organizzazione dello stabilimento abusivo.
Questo tipo di situazioni si ripete spesso: i lidi abusivi vengono chiusi dopo l’estate, ma poi riaprono senza permessi. Il controllo del demanio marittimo a Napoli è complesso e richiede un monitoraggio costante, proprio per evitare che queste attività tornino a proliferare.
Borrelli denuncia: “Lidi abusivi che chiudono e riaprono, è una farsa”
Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, aveva già segnalato la presenza di questo lido abusivo a Coroglio da giugno. Per lui è una vera e propria “farsa”: ogni anno lo stesso stabilimento viene sequestrato a fine stagione, ma poi riapre quasi subito.
Borrelli chiede una svolta: serve decidere se regolarizzare alcune attività o rafforzare davvero i controlli, con una presenza più costante delle forze dell’ordine e pene più severe. Il deputato punta il dito contro la trasformazione delle spiagge libere, che dovrebbero essere un bene pubblico, in lidi abusivi fuori controllo. Secondo lui, le spiagge non possono diventare un privilegio per pochi, a discapito di chi ne ha diritto.
Inoltre, Borrelli mette in guardia sul legame tra abusivismo e criminalità organizzata. Dietro questi lidi abusivi, come già successo in passato a Mappatella Beach, spesso si nascondono clan camorristici che sfruttano la situazione per fare soldi illegalmente e togliere spazi al pubblico. Combattere queste attività significa anche colpire le reti criminali radicate sul territorio.
Controllo del demanio marittimo: cosa serve davvero
L’occupazione abusiva del demanio marittimo non riguarda solo Napoli, ma molte coste italiane. La legge prevede sanzioni severe per chi occupa e sfrutta le spiagge pubbliche senza permesso, danneggiando spesso anche l’ambiente e negando l’accesso ai cittadini. Il problema più grande nasce quando i controlli sono sporadici, limitati soprattutto all’estate, lasciando campo libero agli abusivi.
Le autorità locali e nazionali stanno cominciando a prendere più sul serio la questione, chiedendo interventi strutturati. Si parla di più risorse per le forze dell’ordine e la guardia costiera, ma anche di riforme legislative per stringere il controllo e la repressione dell’abusivismo.
Il caso di Coroglio dimostra quanto sia urgente mantenere una sorveglianza continua, non solo a intermittenza. Solo così si potrà impedire che stabilimenti abusivi si ricostruiscano subito dopo i sequestri, restituendo gli spazi marini alla collettività e tenendo lontani gli interessi illeciti. Napoli resta impegnata su questo fronte, con un confronto aperto su come tutelare il litorale e far rispettare le regole in un ambiente così fragile.