Ritorno all’Odissea: gli errori comuni su Omero dopo il film di Nolan
Un'indagine di Libreriamo ha rivelato significative lacune nella conoscenza degli italiani riguardo all'Odissea di Omero, con confusione su autori, eventi e personaggi dell'opera.
Il recente film di Christopher Nolan ha riportato l’attenzione sull’Odissea, un caposaldo della letteratura e della cultura occidentale, con un incasso globale che ha superato i 600 milioni di dollari al 26 luglio. Questa nuova visibilità ha spinto molte persone a riconsiderare l’opera di Omero, che spesso viene studiata a scuola ma poi dimenticata. Tuttavia, la conoscenza della trama, dei personaggi e delle ambientazioni dell’opera non è sempre adeguata. Sebbene il nome di Ulisse sia ben presente nell’immaginario collettivo, la comprensione di eventi e figure mitologiche è frequentemente errata, portando a gaffe significative. Molti, ad esempio, si chiedono se l’Iliade e l’Odissea siano opere di Virgilio o confondono le vere caratteristiche delle Sirene.
Un’indagine condotta da Libreriamo ha cercato di valutare la reale familiarità dei lettori italiani con l’eredità classica e di identificare i miti errati più comuni riguardanti l’opera di Omero. Saro Trovato, sociologo e fondatore di Libreriamo, ha sottolineato come l’Italia possieda radici culturali legate all’epica classica, ma sia paradossalmente carente nella memoria dei propri testi fondamentali. Ha osservato che il patrimonio omerico è stato oscurato dalla cultura pop, evidenziando l’importanza di riscoprire e leggere realmente queste opere.
I risultati del questionario hanno rivelato gravi lacune nella comprensione della paternità delle opere e della loro sequenza temporale. Il celebre episodio del Cavallo di Troia, ad esempio, è erroneamente attribuito all’Odissea o all’Iliade dal 76% degli intervistati, mentre il racconto dettagliato si trova nell’Eneide. Inoltre, ben il 52% delle persone intervistate attribuisce l’Odissea a Virgilio, confondendo secoli di tradizione poetica.
Un altro errore comune riguarda il viaggio di Ulisse: il 72% degli italiani ritiene che l’eroe abbia trascorso vent’anni in mare a combattere mostri, trascurando i dieci anni di guerra a Troia e gli otto trascorsi sulle isole di Calipso e Circe. Un altro mito errato è che Ulisse viaggiasse per la curiosità di esplorare nuovi mondi, credenza condivisa dal 79% degli intervistati, mentre la realtà è che il suo obiettivo era tornare a Itaca dalla moglie.
L’indagine ha anche messo in luce risposte curiose e a volte bizzarre, evidenziando la necessità di una maggiore educazione letteraria. Un sorprendente 91% degli intervistati confonde le Sirene, descritte da Omero come creature metà donna e metà uccello, con la sirenetta dei racconti fiabeschi. Inoltre, il 64% degli italiani immagina Penelope come un’abile casalinga intenta a lavorare a maglia, mentre in realtà tessere al telaio era il suo compito. Anche Scilla e Cariddi vengono spesso erroneamente identificati come isole o maghe rivali dal 63% del campione.
Telemaco, figlio di Ulisse, è descritto come un bambino indifeso dal 71% degli intervistati, ma nella realtà è un giovane uomo che intraprende un viaggio per cercare il padre e che alla fine combatte al suo fianco. Infine, il 58% degli italiani crede che l’inganno di Polifemo, in cui Ulisse si presenta come “Nessuno”, segni il trionfo definitivo dell’eroe, ignorando che subito dopo svela il suo vero nome, attirando così l’ira di Poseidone.




