Zahi Hawass chiede il ritorno di Rosetta e Nefertiti: la sua missione a Marateale 2026

Zahi Hawass chiede il ritorno di Rosetta e Nefertiti: la sua missione a Marateale 2026
Foto: www.ansa.it
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di Redazione Gaeta.it

Zahi Hawass ha partecipato all'evento Marateale 2026, discutendo delle sue scoperte in egittologia e annunciando un'opera lirica su Tutankhamon, prevista per il 2026 a Taormina.

Durante l’evento Marateale 2026, Zahi Hawass, noto egittologo e archeologo, ha condiviso la sua esperienza e le sue scoperte nel campo dell’egittologia. Ospite d’onore, Hawass ha partecipato a una masterclass, sottolineando l’importanza della sua missione nel combattere falsità storiche legate all’antico Egitto.

Hawass, che ha ricoperto il ruolo di segretario generale del Consiglio supremo delle antichità egizie, è celebre per aver ricostruito la genealogia di Tutankhamon. Analizzando il corpo del faraone, ha sostenuto l’ipotesi di una morte accidentale, attribuita a una frattura al ginocchio, contrariamente alla credenza che fosse stato assassinato. Ha spiegato che un foro presente nella testa del sovrano era stato creato per facilitare la mummificazione.

Il suo obiettivo è quello di sfatare miti come la maledizione di Tutankhamon, nata da una campagna mediatica nel 1922. Hawass ha chiarito che la maledizione fu una reazione dei concorrenti del The Times, che avevano pubblicato la scoperta della tomba. Inoltre, ha respinto l’idea che le piramidi siano state costruite da alieni o schiavi, evidenziando che i costruttori erano lavoratori pagati, come dimostrano numerose iscrizioni e tombe.

Hawass ha affermato che solo una parte delle scoperte archeologiche è stata effettuata, con molte altre meraviglie ancora da rivelare. Ha parlato dell’affascinante cultura dell’antico Egitto, che continua a catturare l’immaginazione di molte persone, in particolare dei bambini, grazie a figure come mummie e faraoni. La rappresentazione di questa cultura nei film contribuisce ulteriormente a questo fascino.

Inoltre, Hawass ha annunciato un’opera lirica dedicata a Tutankhamon, che debutterà al Teatro Antico di Taormina nel 2026, e ha menzionato un documentario su di lui intitolato “The Man with the Hat”. Riguardo alla questione delle restituzioni post-coloniali, ha espresso la necessità di riportare in Egitto opere come la Stele di Rosetta, il busto di Nefertiti e lo Zodiaco di Dendera.

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Collaboratore del portale informativo Gaeta.it.

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