La camorra a napoli usava cellulari russi con sistemi di sicurezza militari per evitare intercettazioni
Le indagini della squadra mobile di Napoli hanno portato a galla un uso sofisticato di telefoni criptati da parte della camorra locale. Otto presunti affiliati ai clan Licciardi e Sautto-Ciccarelli sono stati arrestati nel contesto di un’operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia . Questo episodio rivela una strategia tecnologica adottata dai gruppi criminali per sfuggire alle intercettazioni delle forze dell’ordine, impiegando dispositivi all’avanguardia provenienti dalla Russia.
Telefonia criptata: un sistema militare contro le indagini
Il cuore dell’operazione ha portato alla luce come i clan utilizzassero telefoni russi dotati di sistemi di sicurezza di livello militare. Questi dispositivi, con sistema operativo non tradizionale, permettevano alle organizzazioni criminali di far circolare messaggi senza il timore di essere intercettati. L’ex affiliato Vincenzo Iuorio, passato nelle file dei collaboratori di giustizia, ha spiegato alla polizia la natura di questi telefoni, prodotti dal marchio Aquarius. I dispositivi si usavano esclusivamente per inviare messaggi, mantenendo così un alto livello di riservatezza nelle comunicazioni.
Sistemi di sicurezza avanzati
L’aspetto cruciale è rappresentato dalla crittografia e dai codici di accesso che rendevano praticamente impossibile l’accesso da parte delle forze dell’ordine. In caso di sequestro, i telefoni diventavano inutilizzabili se non si inseriva il codice corretto. Dopo vari tentativi errati il dispositivo si bloccava definitivamente. Questo ha permesso per lungo tempo a esponenti di rilievo della camorra di mantenere contatti senza lasciare tracce, complicando le attività investigative.
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Il ruolo di vincenzo iuorio e l’uso degli alias tra i clan
Vincenzo Iuorio non è soltanto una fonte importante per la polizia, ma anche un testimone diretto delle tecniche adottate dalla camorra per proteggersi dai controlli elettronici. Il suo racconto descrive un sistema fatto di precauzioni tali da scoraggiare tentativi di intercettazione, con un ordine ben strutturato all’interno del gruppo Don Guanella, facente parte del clan Licciardi. È lui stesso a spiegare come i cellulari andarono acquistati tramite canali legati al traffico di droga, segno della organizzazione estesa e ramificata sul territorio.
Strategia degli alias per la sicurezza
Particolare attenzione assume l’uso degli alias con cui i membri dei clan si comunicavano. Per esempio, a Gennaro Sautto, esponente di vertice dell’omonimo clan Sautto-Ciccarelli, veniva associato il nome in codice “Messi”. Questo metodo di identificazione serviva a camuffare ulteriormente le identità dei destinatari e mittenti dei messaggi, aumentando il livello di sicurezza delle comunicazioni interne.
Impatto delle intercettazioni e gli sviluppi dell’indagine
La presenza di telefoni criptati ha reso più lente le indagini, obbligando gli investigatori a utilizzare altre modalità di raccolta prove e testimonianze. Pur di fronte a questi ostacoli tecnologici le forze dell’ordine sono riuscite a ottenere sufficienti elementi per procedere con gli arresti notificati nel 2025 dalla Squadra Mobile di Napoli. Le accuse riguardano attività criminali non solo legate agli aspetti tradizionali della camorra ma anche a reati connessi a sistemi di comunicazione illecitati e traffici illeciti coordinati.
Evoluzione tecnologica nella lotta alla criminalità
Questo scenario conferma come le organizzazioni criminali, pur mantenendo metodi antichi, sappiano sfruttare strumenti tecnologici avanzati per proteggere le loro azioni. Le autorità continuano a lavorare, puntando a identificare le reti di approvvigionamento dei dispositivi e i canali attraverso cui viaggia la corrispondenza tra i clan. Si tratta di un passaggio fondamentale per limitare il potere di queste realtà sul territorio di Napoli e provincia.
