L’estate 2025 ha confermato la tendenza al ritorno della vacanza in montagna, con molte località alpine prese d’assalto. A Canale d’Agordo, nel Bellunese, l’aumento di turisti ha portato però anche a una crescita dei comportamenti incivili, che colpiscono soprattutto iniziative legate alla solidarietà come la raccolta di tappi di plastica. L’ultimo episodio riguarda il deposito di pannolini sporchi all’interno di contenitori riservati esclusivamente ai tappi, un gesto che ricalca altri casi recenti nella zona.
La raccolta di tappi di plastica a Canale D’Agordo destinata al Centro Tumori di Aviano
A Canale d’Agordo sono posizionati, vicino al municipio, dei contenitori adibiti esclusivamente alla raccolta di tappi di plastica. Questa raccolta solidale produce un doppio effetto: da una parte permette ai cittadini di contribuire attivamente a un progetto benefico, dall’altra si basa sull’economia circolare. I tappi raccolti vengono consegnati al Centro tumori di Aviano, dove vengono venduti a un’azienda che li trasforma in materiale per la fabbricazione di protesi ortopediche. Chiunque partecipi, dona così plastica di scarto che diventa supporto per chi ha bisogno di ausili medici. La scritta apposta sui bidoncini è chiara e invita a inserire solo tappi, per evitare contaminazioni con altri rifiuti che potrebbero vanificare l’intera donazione.
Questa iniziativa è un esempio concreto di come le piccole comunità possono dare un contributo significativo alla solidarietà, combinando il recupero di materiale plastico con l’assistenza sanitaria. Pur semplice, il progetto richiede un minimo di responsabilità da parte di chi lo sostiene, perché la presenza di altri rifiuti sporchi non solo sporca, ma complica il lavoro di raccolta e può compromettere la destinazione finale dei tappi.
L’episodio dei pannolini sporchi dentro i bidoncini: un problema crescente
Nella mattinata di giovedì scorso, proprio in uno dei bidoncini riservati alla raccolta dei tappi di plastica, i responsabili del Comune di Canale d’Agordo hanno trovato un sacchetto contenente pannolini sporchi di feci. Quel materiale, completamente fuori luogo, ha invaso un contenitore dedicato a un fine solidale, creando difficoltà per la pulizia e rischiando di compromettere tutto l’impegno dietro l’iniziativa. La scritta «solo tappi» non è stata rispettata ed è evidente come questo gesto rappresenti una mancanza di rispetto per la comunità, per gli sforzi di solidarietà, e per l’ambiente.
Il deposito di pannolini usa e getta in contenitori sbagliati non si limita a Canale d’Agordo. Poco tempo fa, nel Rifugio Talamini a Vodo di Cadore, era successo qualcosa di simile: una donna aveva lasciato il pannolino sporco di un neonato dentro un piatto, provocando disagio e indignazione tra gestori e turisti. Questi episodi riflettono un fenomeno più ampio di inciviltà diffusa nei luoghi di montagna, legato alla difficoltà di gestire flussi sempre maggiori di visitatori.
Il problema supera la semplice maleducazione. L’impatto sulla gestione dei rifiuti in zona è significativo: contenitori pensati per un uso preciso vengono deturpati, rendendo difficile il recupero e aumentando i costi di smaltimento. Ecco perché le amministrazioni locali stanno chiedendo un maggiore senso civico e rispetto delle regole per tutelare le attività e la pulizia dei luoghi.
Turismo estivo in montagna: afflussi e difficoltà nella gestione locale
D’estate le località montane italiane, comprese le valli bellunesi, registrano un incremento notevole di visitatori, decisi a trascorrere le vacanze immersi nella natura. Questo ritorno allo scenario alpino ha alimentato un nuovo interesse verso le passeggiate, i rifugi e le atmosfere di montagna, apprezzate per tranquillità e paesaggi.
Canale d’Agordo è uno dei comuni che, come molti nella zona, si è trovato a dover gestire numeri più alti di persone in transito rispetto agli anni passati. L’afflusso porta con sé problemi concreti, come la sosta abusiva di auto, il degrado di aree pubbliche e una gestione più complessa dei rifiuti. I sindaci e i vigili hanno risposto con misure pratiche, ad esempio l’installazione di dissuasori per minimizzare soste selvagge e un monitoraggio più stretto dei luoghi turistici.
Ma l’aspetto più delicato riguarda proprio le cattive abitudini di alcune visite, visibili nel comportamento irresponsabile in tema di rifiuti. In un ambiente fragile come quello montano, l’inciviltà può lasciare un segno forte ed esteso. La difficoltà nell’educare chi arriva da fuori a rispettare le regole è evidente, anche perché spesso chi crea i problemi non considera le conseguenze sul territorio.
I casi reiterati di abbandono di rifiuti non idonei nei punti di raccolta indicano una tendenza che, se non arginata, rischia di compromettere le attività di raccolta differenziata e gli sforzi per mantenere pulite le zone più frequentate.
In questo contesto, le istituzioni locali sollecitano un cambiamento di attitudine. L’appello al rispetto del patrimonio naturale e sociale diventa urgente, per evitare tensioni e consentire a tutti di godersi la montagna senza pesare negativamente sull’ambiente e sulle iniziative di solidarietà.