Roma, AntiGallery presenta “Il volto e la maschera”: fotografia e identità in mostra a Monti
Dal 29 aprile al 29 maggio, Roma ospita nel vivace Rione Monti la mostra fotografica “Il volto e la maschera – Uno nessuno centomila”, allestita presso AntiGallery. L’esposizione, parte della rassegna FotograficaMonti, inaugura il 29 aprile alle ore 18:30 e sarà visitabile ogni giorno dalle 17:00 alle 2:00, confermandosi come uno degli appuntamenti culturali più interessanti della primavera romana.
Il volto tra verità e finzione nella lettura contemporanea
La mostra, curata da Barbara Martusciello, propone un’indagine profonda sul significato del volto e della maschera, concetti che da sempre attraversano la storia delle arti visive. Dalle radici nel teatro antico fino alle espressioni contemporanee, il volto emerge come luogo dell’identità, mentre la maschera diventa simbolo di costruzione sociale, protezione o trasformazione.
Il percorso espositivo richiama anche le riflessioni letterarie di Luigi Pirandello, che ha esplorato il tema della molteplicità dell’io e del rapporto tra essere e apparire. In questo senso, la mostra si configura come un viaggio tra autenticità e rappresentazione, tra ciò che si è e ciò che si sceglie di mostrare.
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Una collettiva che unisce linguaggi e visioni
Gli artisti in mostra – Gerald Bruneau, Stefano Carsetti Esposito, Paolo Cencioni, Stefano Cioffi, Giovanni Cozzi, Gabriele De Marco, Fabio Gasparri, Lucia Cadeddu e Roberto Petitti – offrono interpretazioni differenti del tema, attraverso linguaggi fotografici che spaziano dal ritratto classico alla sperimentazione visiva.
Tra le opere spiccano i ritratti teatrali di figure come Dario Fo e Franca Rame, ma anche immagini che giocano con il movimento, la luce e la percezione. Alcuni lavori dialogano apertamente con la storia dell’arte, come la reinterpretazione della celebre “Dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci, offrendo una lettura contemporanea del ritratto iconico.
Dalla dimensione teatrale al reportage umanistico
La mostra alterna suggestioni teatrali e visioni simboliche a un approccio più documentaristico. Il ritratto di Zubair, realizzato nel Kashmir da Stefano Cioffi, rappresenta uno degli esempi più intensi di fotografia umanistica presente in esposizione.
Allo stesso tempo, il progetto “Su Connottu. Farsi Maschera” di Lucideddu approfondisce il tema delle maschere tradizionali sarde, restituendo una dimensione ancestrale e rituale in cui il volto diventa strumento di connessione tra uomo e natura.
AntiGallery, spazio di riferimento per la fotografia a Roma
Con “Il volto e la maschera – Uno nessuno centomila”, AntiGallery rafforza il proprio ruolo di punto di riferimento per la fotografia contemporanea a Roma. Situata in uno dei quartieri più creativi della città, la galleria continua a proporre eventi capaci di coinvolgere un pubblico trasversale, tra appassionati, professionisti e giovani.
La mostra rappresenta un’occasione per esplorare, attraverso la fotografia, uno dei temi più complessi e attuali: l’identità dell’individuo nell’epoca contemporanea, sospesa tra autenticità e rappresentazione.
