L’Antico Caffè Greco, storico locale di Roma con oltre 260 anni di attività, si trova oggi al centro di una disputa legale che potrebbe portare allo sfratto dei suoi gestori, dopo un lungo braccio di ferro giudiziario con l’Ospedale Israelitico, proprietario dell’immobile. Nonostante il vincolo storico-culturale che ne protegge la collocazione e gli arredi, la sentenza definitiva della Cassazione ha autorizzato lo sfratto, anche se mantiene la salvaguardia dell’identità del Caffè. Mentre domani potrebbe arrivare l’ufficiale giudiziario per eseguire lo sfratto, la vicenda si infittisce anche sul fronte degli arredi storici, spostati dai gestori per motivi di sicurezza. Intanto, restano aperti i dibattiti sulla legge a tutela delle attività commerciali storiche e sulla salvaguardia di un luogo simbolo di Roma.
Storia Dell’Antico Caffè Greco e il suo valore culturale a Roma
L’Antico Caffè Greco, fondato oltre due secoli fa in via dei Condotti, rappresenta uno degli esercizi commerciali più antichi della capitale, frequentato nel tempo da personalità come Goethe, Leopardi e Fellini. Questo locale ha accumulato un enorme valore storico e artistico, diventando una tappa fissa per chiunque sia interessato alla tradizione culturale romana. Nel 1953, sotto il ministro Antonio Segni, il Caffè Greco venne sottoposto a un vincolo storico-culturale che ne proteggeva la collocazione e gli arredi interni, riconoscendo l’importanza di mantenere intatta la sua identità nel cuore di Roma. Questo vincolo impedisce in teoria lo spostamento del locale e dei suoi contenuti, convertendo il Caffè in un bene tutelato di particolare rilievo. Tuttavia, il destino del Caffè è ora messo in discussione da un contenzioso legale con chi detiene la proprietà dell’immobile.
La battaglia giudiziaria tra i gestori e l’ospedale israelitico
Da otto anni il gestore Carlo Pellegrini e l’Ospedale Israelitico si confrontano in tribunale per la gestione dell’immobile che ospita il Caffè. Nel 2024 la Cassazione ha emesso la sentenza definitiva che autorizza lo sfratto dei gestori, pur riconoscendo l’imprescindibile vincolo storico-culturale che obbliga a mantenere il Caffè nella sua sede originale. Pellegrini ha dichiarato di essere pronto ad affrontare l’eventuale sfratto con l’assistenza dei suoi legali e ha mostrato riserve sulla decisione, definendola “pilatesca” perché da un lato autorizza lo sfratto, dall’altro protegge il locale stesso. La proposta dei gestori di pagare un affitto annuale superiore a quello previsto dal piano di risanamento dell’Ospedale è stata rifiutata senza appello. Nel frattempo, la questione si complica con il trasferimento temporaneo dei mobili e quadri storici, spostati dai gestori per ragioni di sicurezza legate all’impianto elettrico, provocando una nuova disputa legale.
Lo scontro sugli arredi storici e la posizione dell’ospedale israelitico
Gli arredi e i quadri dell’Antico Caffè Greco costituiscono parte integrante del vincolo storico. In base alla normativa, mobili e opere d’arte sottoposti a tutela non possono essere rimossi dalla loro sede. L’avvocato Ugo Limentani, che assiste l’Ospedale Israelitico, ha dichiarato all’Adnkronos che gli arredi spostati devono tornare immediatamente al Caffè, ricordando che il vincolo comprende anche licenza e arredi. Il legale ha chiarito che, anche se gli attuali gestori vantassero la proprietà degli oggetti, secondo la legge questi devono rimanere nella sede storica. La richiesta dell’Ospedale è di rispettare la tutela e di procedere alla restituzione degli arredi alla storica location. Sullo sfratto, l’avvocato ha annunciato che domani in teoria dovrebbe presentarsi l’ufficiale giudiziario per formalizzare l’atto e trasferire il possesso dell’immobile agli aventi diritto. Questo nuovo nodo testimonia l’intrico di questioni tecnico-legali in ballo oltre alla disputa sugli affitti e la proprietà.
La tutela delle attività commerciali storiche e le possibili prospettive
In dicembre 2024 il Parlamento ha approvato una legge che riconosce una speciale tutela per le attività commerciali con un lungo trascorso storico, come l’Antico Caffè Greco. La normativa mira a salvaguardare locali che rappresentano patrimonio culturale e sociale, impedendo chiusure o sfratti che ne compromettano la continuità. Nel caso del Caffè, diversi rappresentanti istituzionali hanno sollecitato interventi che evitino l’impiego delle forze dell’ordine e favoriscano soluzioni trattate nel dialogo. La situazione resta però complicata: i gestori hanno annunciato la disponibilità a trasferirsi temporaneamente altrove per non interrompere l’attività, ma l’Ospedale insiste per il rilascio dei locali. Questa controversia evidenzia le difficoltà di tutelare realmente il patrimonio storico-artistico quando si scontrano interessi economici e legali. Il destino dell’Antico Caffè Greco dipenderà anche dalle prossime mosse in tribunale e dagli interventi delle istituzioni.
La vicenda dell’Antico Caffè Greco rimane un segno della tensione tra tutela del passato e esigenze odierne. Nonostante il passo avanti offerto dalla legge sulle attività commerciali storiche, lo sfratto rischia di segnare un momento di svolta per uno dei luoghi simbolo di Roma, ancora senza una soluzione definitiva. Le trattative e le decisioni successive saranno decisive per definire la sopravvivenza di questo pezzo importante della città.