Rinvio a giudizio spartiacque per la ex stazione di Gaeta: dimissioni degli assessori Morini e Martone

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Rinvio a giudizio spartiacque per la ex stazione di Gaeta: dimissioni degli assessori Morini e Martone - gaeta.it

Rinvio a giudizio per l’ex Sindaco Mitrano e altri 12 imputati nel caso del piazzale Ex Stazione a Gaeta

Il rinvio a giudizio di tutti e 13 gli indagati nel caso della vendita del piazzale Ex Stazione a Gaeta rappresenta un momento cruciale per la politica locale. Nonostante non si tratti di una condanna, la richiesta di rinvio a giudizio ha un’importanza politica significativa. Fin dall’inizio, la vicenda è stata considerata di grande rilevanza, nonostante molti politici abbiano cercato di minimizzarne l’importanza, addirittura rivendicandola come una scelta consapevole.

Una vendita sospetta e le richieste delle minoranze

La questione della vendita di un’area così importante nel centro della città è stata sollevata più volte dalle minoranze consiliari di Gaeta negli ultimi anni. In due casi, le mozioni presentate sono state approvate all’unanimità. La mozione votata il 4 maggio sembrava finalmente portare la vicenda verso una soluzione positiva per la città. Tuttavia, l’impegno richiesto al Sindaco Leccese e alla sua Giunta è stato deliberatamente ignorato dal Sindaco stesso, quasi a voler ribaltare il significato di quel voto.

Confermati i dubbi sollevati dalle minoranze

Con il rinvio a giudizio non solo dei membri politici e tecnici del Consind, ma anche dei dirigenti politici e amministrativi del Comune di Gaeta, vengono confermati i dubbi sollevati dalle minoranze negli ultimi anni sulla vicenda e sulla condotta della politica locale, con l’ex Sindaco e attuale consigliere regionale Cosmo Mitrano in testa.

I consiglieri comunali Emiliano Scinicariello, Sabina Mitrano e Franco De Angelis, rappresentanti delle forze politiche che sostengono le minoranze, chiedono tre cose con forza: innanzitutto, che si avvii il processo di acquisizione dell’area come patrimonio pubblico, nell’interesse esclusivo della città e dei suoi cittadini; in secondo luogo, che l’Arch. Stefania Della Notte, già rinviata a giudizio per la seconda volta in pochi mesi, venga rimossa dal Dipartimento che attualmente dirige e assegnata a un altro incarico; infine, che gli assessori Teodolinda Morini, rinviata a giudizio, e Stefano Martone, difensore del padre Alessandro (anch’egli rinviato a giudizio), si dimettano immediatamente dai loro incarichi a causa di un evidente conflitto di interessi.

La battaglia per la vicenda Ex Stazione è stata portata avanti con costanza dalle opposizioni consiliari e da altre forze di minoranza presenti in città, nonostante le manifestazioni di protesta degli scorsi mesi siano state derise dall’ex Sindaco Mitrano e nonostante una mozione votata e poi disattesa dal Sindaco Leccese, con il silenzio complice della maggioranza consiliare.

Il rinvio a giudizio non è una condanna, ma segna l’inizio di un procedimento giudiziario che avrà un impatto politico significativo. Dopo anni di dominio indifferente alle critiche delle minoranze, iniziano a vacillare alcune certezze. Forse il popolo degli “Avantitutta” potrebbe optare per un rallentamento più salutare.

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