Rinfrescarsi in Puglia: scoprire trulli e cummerse in Valle d’Itria
La Valle d'Itria, famosa per i trulli e i suoi paesaggi, sta attirando investitori stranieri interessati a trasformare queste strutture in case vacanza e resort, promuovendo un turismo sostenibile.
La Valle d’Itria, caratterizzata da ulivi secolari, vigneti e una vegetazione rigogliosa, si distingue per i suoi trulli, abitazioni tradizionali dalla forma circolare. Queste strutture, simili a quelle di altre civiltà primitive, sono presenti in diverse regioni, come i nuraghi in Sardegna e le cabanas in Spagna. I trulli, visibili anche nei borghi storici come Alberobello, patrimonio dell’umanità, attraggono ogni anno numerosi turisti, insieme alle vicine località di Locorotondo, Cisternino e Ostuni.
Il mercato dei trulli sta vivendo un periodo di espansione, con un crescente interesse da parte di investitori stranieri, in particolare olandesi, francesi e inglesi. Questi acquirenti, spesso in cerca di una nuova vita in campagna, ristrutturano i trulli per trasformarli in case vacanza o strutture ricettive. Un esempio significativo è quello della famiglia Ottolire, che nel 1973 ha acquistato un gruppo di trulli in stato di abbandono. Attraverso il restauro, hanno creato un’azienda agricola e un resort che offre ospitalità di qualità, attirando visitatori da tutto il mondo.
Eredità e Sostenibilità dei Trulli
La famiglia Ottolire, con un forte legame alle tradizioni locali, ha saputo valorizzare il patrimonio architettonico dei trulli, proponendo esperienze turistiche che includono percorsi in bicicletta e eventi musicali nel bosco del loro resort. Queste antiche costruzioni in pietra, situate a oltre 400 metri d’altitudine, offrono un rifugio fresco durante le calde estati pugliesi. Secondo la tradizione, i trulli venivano costruiti in modo da poter essere smontati rapidamente per evitare tasse, un aspetto che evidenzia l’ingegnosità delle tecniche costruttive locali.
Francesco Fragnelli, restauratore di trulli, ha spiegato che la differenza di temperatura tra l’interno e l’esterno di un trullo può variare da 7 a 15 gradi. I trulli, realizzati con blocchi di pietra calcarea, sono noti per la loro capacità di mantenere un ambiente fresco in estate e caldo in inverno. Le tecniche di costruzione tradizionali, però, sono sempre più rare, e pochi artigiani sono in grado di riparare questi edifici. Con l’aumento delle temperature, i trulli stanno guadagnando attenzione come modelli di architettura sostenibile, ispirando nuove soluzioni per affrontare il cambiamento climatico. Gerardo Biancofiore, presidente dell’ANCE Puglia, ha sottolineato come i principi costruttivi dei trulli possano offrire spunti per edifici più resilienti al riscaldamento globale.
Fonte: www.ansa.it




